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Botte a ex moglie e ai figli Denunciato dalla polizia
La donna dopo tanti anni ha avuto il coraggio di denunciare il suo aggressore Fermato e accusato di lesioni e atti persecutori, non potrà avvicinarsi alla donna
PORTOFERRAIO. Sottoposta da 20 anni a vessazioni, minacce, ingiurie. Non solo. Ma anche a maltrattamenti e percosse. Poi, alla fine, la donna non ha retto più. Ha preso il coraggio a due mani e ha chiamato il 113 del Commissariato di Portoferraio, denunciando l’autore delle violenze, l’ormai ex marito. Il quale aveva preso di mira anche i figli e il nuovo convivente nei confronti del quale l’uomo aveva dimostrato una smodata gelosia, arrivando agli episodi più gravi con minacce di morte e lesioni fisiche causate nei confronti del convivente giudicate dai medici di pronto soccorso cui si era rivolto guaribili in oltre 25 giorni di prognosi.
Nei giorni scorsi la polizia ha eseguito, al termine di accurate indagini, l’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Livorno che ha disposto il divieto di avvinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla ex moglie e al suo nuovo convivente, con divieto di comunicare in qualsiasi maniera ed obbligo di mantenersi a una certa distanza dai luoghi e dalle persone offese. «Gli investigatori del Commissariato di Portoferraio – dicono al Commissariato di Polizia – hanno così messo fine alle angherie di un uomo residente a Portoferraio, nei confronti della moglie e del nuovo convivente, denunciandolo all’autorità giudiziaria, per reati di maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesione dolose aggravate e condotte persecutorie. La donna ha confidato le violenze subite da parte del marito al personale specializzato del commissariato, con una dettagliatissima denuncia, narrando lo stato in cui tutt’ora viveva, nonostante la separazione, e lo stato di prostrazione e di timore per la propria incolumità in cui era stata costretta a vivere, a partire dalla difficilissima convivenza. La situazione era poi degenerata dopo la separazione: erano aumentate le condotte vessatorie, con sofferenze fisiche e morali, minacce di morte anche nei confronti del nuovo compagno, aggredito fisicamente». Dalle dichiarazioni in denuncia, puntualmente riscontrate nel corso delle indagini dalla polizia di Stato, l’autorità giudiziaria ha emesso la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla donna, da parte del marito. «Sempre più frequentemente si è accertato – aggiunge Pietro Scroccarello, vice questore e dirigente del Commissariato – che i casi di violenza, quasi sempre ai danni delle donne, si verificano all’interno delle mura domestiche e di fronte ai figli minori, e spesso non vengono denunciati per un senso di pudore e vergogna da parte della vittima La polizia di Stato, invita le vittime di tali eventi a denunciarli rivolgendosi al personale della squadra anticrimine del commissariato, deputato a fornire quelle indicazioni per consentire alla donna di uscire da una condizione di subordinazione e inferiorità solitamente menomata da una deficienza della propria dignità personale generata da quella e invisibile violenza psicologica». A riguardo è stato adottato il protocollo Eva (Esame delle Violenze Agite) che consente di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare, con la compilazione di checklist. —
Luigi Cignoni
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