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Tutti i rischi di vivere in città Il ruolo del lavoro e dell’ambiente

Manolo Morandini
Tutti i rischi di vivere in città Il ruolo del lavoro e dell’ambiente

Sotto la lente i dati ufficiali di dieci anni, dal 2006 al 2015 confrontati con gli andamenti nella popolazione toscana 

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Tra il 2006 e il 2015, sulla base dei dati registrati dall’Agenzia regionale di sanità a Piombino il rischio di morte è superiore al dato regionale. È una tendenza, da maneggiare con cautela. Maneggiare i dati e trarne conclusioni è tutt’altro che scontato. In città esiste indubbiamente un problema ambientale, ma deve essere altrettanto chiaro che non è così diretto in epidemiologia, la scienza che studia la distribuzione e la frequenza delle malattie ed eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione, il collegamento causa-effetto. Trarre conclusioni a priori e affrettate è facilissimo.

Il tasso di mortalità standardizzato, la misura artificiale che esprime il rischio di malattia che si sarebbe verificato in una popolazione di riferimento (la cosiddetta popolazione standard) se essa avesse sperimentato il rischio di morte specifica della popolazione in studio, a Piombino è 38,20 punti superiore rispetto alla popolazione toscana su 100.000 abitanti ipotetici. Il criterio permette di confrontare aree geografiche diverse, eliminando gli effetti dovuti alla composizione per età della popolazione residente. Si tratta di un’indicazione di massima poiché si deve anche tenere in considerazione l’incertezza statistica dovuta all’esiguità del campione su scala comunale, solo in parte attenuata dalla lunghezza dell’arco temporale preso in esame. Per sgombrare il campo, le statistiche registrano che il tasso di mortalità per tumori a Piombino è inferiore a quello atteso rispetto in Toscana di –2,75 punti.

I numeri sono consultabili nella banca dati pubblica dell’Agenzia regionale di sanità, l’ente tecnico della Regione Toscana che ha tra i suoi compiti quello di progettare, produrre e perfezionare gli strumenti adatti a comprendere i fenomeni in corso nel mondo delle politiche e delle attività socio-sanitarie. L’agenzia ha anche un osservatorio di epidemiologia.

Provando a entrare più nello specifico della salute dei piombinesi per il tumore del colon retto nelle donne si registrano un +3,93 di casi su una popolazione teorica di 100.000 abitanti, al contrario tra gli uomini –3,24 casi. Anche il tumore allo stomaco ha un’incidenza minore rispetto alla popolazione toscana: –4,92, negli uomini –9,06 e nelle donne –2,03. I dati assumono ben altro rilievo per il tumore al polmone: negli uomini +10,53 mentre nelle donne –1,75. Stando anche agli studi condotti dal progetto Sentieri, a cura dell’Istituto superiore di sanità, viene ipotizzato tra le cause la componente occupazionale mentre è ritenuto meno plausibile il ruolo delle esposizioni ambientali. E questo perché l’eccesso di mortalità non è presente nelle donne. Tra l’altro per il Sito di interesse nazionale di Piombino (Sin), nel periodo dal 2000 al 2011 sono stati registrati 19 casi di mesotelioma maligno di cui per 16 risulta certa o possibile l’esposizione professionale prevalentemente nei settori dell’industria siderurgica e metallurgica e dell’edilizia. Non risultano invece casi attribuiti all’esposizione ambientale. Il passo successivo è quello di mettere la lente sulle malattie respiratorie che a Piombino non risultano in eccesso (-13,25), a livello di uomini –6,44 e nelle donne –16,07.

Alcuni metalli pesanti (arsenico, piombo, cadmio, mercurio, cromo) e altre sostanze chimiche (idrocarburi policiclici aromatici) presenti nel Sin sono tossici urinari, ma stando ai dati sembrano non aver determinato un eccesso di malattie dell’apparato genitourinario. A Piombino le morti attese per questa causa sono –1,73 rispetto al dato toscano: uomini –4,23, donne –0,96. Mentre la morte per malattie dell’apparato digerente è in linea con il dato regionale: –0,53 (uomini –6,04; donne +2,68). Scostamenti significativi, invece, si registrano sul fronte delle malattie del sistema cardiocircolatorio +42,39 (uomini +30,67; donne +46,85).

Il quadro è ritenuto compatibile con quello di una popolazione di una città a lunga tradizione industriale. Stando agli esperti non risultano eccessi di morbosità e mortalità tali da provocare allarme. Ma ciò non significa che la comunità non sia sottoposta ad attenti studi epidemiologici: conoscere lo stato di salute e avere il quadro dell’incidenza e frequenza delle patologie è fondamentale in un’ottica di prevenzione e definizione dei percorsi di cura. Piombino resta un’area contaminata. L’area del Sin, in attesa delle bonifiche, è sicuramente un fattore di più alto rischio di morte. —

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