Il presidio
Cinque Stelle: troppi episodi di razzismo e discriminazione
piombino. «Si susseguono notizie su episodi di quotidiana discriminazione. Dolorosi perché toccano la vita di ragazzi, nella fase in cui le relazioni formano i caratteri». Così il Movimento 5 Stelle Piombino che ha avuto modo di confrontare le proprie idee in merito nell’incontro con l’Associazione Samarcanda, gli esponenti della Rete antirazzista, il consigliere straniero aggiunto e il presidente della Consulta delle comunità straniere.
«La crisi economica, oltre a diffondere la paura per le proprie condizioni di vita, ha disgregato quella formidabile palestra di reciproco riconoscimento che era la fabbrica, il lavorare fianco a fianco, condividendo spazi, fatica e lotte per i propri diritti – dicono i 5 Stelle –. Le persone di provenienza straniera che abitano il nostro territorio hanno subito una radicale trasformazione nella tipologia di permanenza: molto meno stabile, soggetta a continui spostamenti per cogliere le residue opportunità di lavoro e di conseguenza meno coinvolta nella comunità del luogo dove abitano». Che proseguono: «Il clima sempre più ostile e il doversi confrontare con normative nazionali di difficile applicazione, che seguono l’impianto teorico delle scelte dell’allora ministro Minniti, portano le comunità a chiudersi al proprio interno, rendendo ancora più difficile la loro integrazione».
A Piombino circa 15 anni fa, fu inserito nello Statuto comunale all’articolo 20 il consigliere straniero aggiunto. «Tale esperienza, che coinvolgeva le comunità straniere in un’elezione del proprio rappresentante, si è svuotata fino a rendere questo strumento inefficace, così come è avvenuto in altre realtà analoghe alla nostra – sottolineano –. Seppur questa figura istituzionale risulta profondamente in crisi e merita l’attivazione di un percorso di riqualificazione, altre esperienze sono andate in controtendenza nel nostro territorio. Un esempio virtuoso è il percorso del tavolo di quartiere realizzato al Cotone Poggetto che, grazie ai volontari che ne fanno parte, è riuscito a mantenere attivo e vitale uno spazio di condivisione, d’informazione e di aiuto favorendo l’integrazione e la conseguente realizzazione di un tessuto sociale coeso e vivace. Purtroppo molto preoccupante è, invece, il fatto di un forte aumento di richieste di aiuto e ascolto da parte di famiglie adottive che lamentano episodi di razzismo e discriminazione nei confronti dei propri figli». —
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