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Canè si dice “onorato” ma non sarà il candidato della Lega a Portoferraio

L.C.
Canè si dice “onorato” ma non sarà il candidato della Lega a Portoferraio

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PORTOFERRAIO. “Onorato, ma non sono disponibile”. Questa la dichiarazione che ha rilasciato ieri mattina all’Ansa Gabriele Canè, già direttore della Nazione e ora editorialista di Nazione e Telegrafo, il cui nome era circolato appena 24 ore fa sull’Isola come candidato sindaco a Portoferraio con la Lega nelle prossime amministrative. Cané si dice «onorato» della candidatura, ma non anche di non essere «disponibile ad accettarla». «Desidero ringraziare – si legge nella nota – gli amici elbani e i dirigenti locali e nazionali che hanno individuato la mia persona come possibile candidato alla guida del comune di Portoferraio. È un onore che mi gratifica e consolida il mio amore per questa isola e per la sua gente. Impegni professionali e personali – spiega Canè – e l’impossibilità di riprogrammarli nei tempi strettissimi imposti dalle esigenze elettorali, mi impongono però di rinunciare da subito a questa straordinaria opportunità. Auguro a Portoferraio la crescita che merita in una rilanciata e coesa continuità della gestione amministrativa». «Auguro all’Elba di avviarsi rapidamente verso l’indispensabile unitarietà amministrativa, presupposto ineludibile perché l’isola possa esprimere all’interno e all’esterno tutta la potenzialità della sua bellezza, del suo ineguagliabile patrimonio umano, naturale e artistico. Resto a disposizione per qualunque iniziativa si muova in questa direzione, per lo sviluppo di Portoferraio e di questo “Scoglio” che porto nel cuore». E sempre ieri, a dimostrazione di quanto sia caldo l’ambiente politico portoferraiese, l’assessore Vincenzo Fornino, simpatizzante della Lega, ha ribadito il suo appoggio a Simone Meloni. «Ormai da mesi – ha detto – Meloni e io abbiamo intrapreso un percorso di programmazione e progettazione per la nuova amministrazione di Portoferraio. Non siamo certo a rinnegare le scelte fatte fin qui, ma ora riteniamo sia il tempo di cambiare. Pur appartenendo alla Lega come socio simpatizzante, non posso, in questo momento, condividerne le scelte. Trovare un nuovo candidato a meno di 10 giorni dalla presentazione delle liste pare follia, agli occhi degli elettori sembra solo uno scambio di poltrone che non può essere condiviso». —

L.C.

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