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Leonardo e l’ombra verde al porticciolo di Marina
Oltre le mura difensive studi di vele, mare, onde in Sant’Antimo sopra i Canali Del Francia: «Talento precursore, ispirazione per l’architettura del nostro tempo»
Oltre le strategie difensive barche a vela, studi del mare, del vento, delle ombre: “ombra verde perché riflessa sul mare”, vede e scrive Leonardo a Marina, “comprende” solo guardando prima degli Impressionisti di metà Ottocento. C’è sempre da imparare quando c’è di mezzo il Genio da Vinci anche grazie alla mostra “Lo sguardo di Leonardo. Nella Piombino del Cinquecento e nelle visioni di Vittorio Giorgini” (visitabile fino al 12 maggio) in Sant’Antimo sopra i Canali. All’inaugurazione per il Comune, ieri, l’assessore alla cultura Paola Pellegrini, per Baco – Archivio Giorgini i curatori, gli architetti Cristina Guerrieri, Marco Del Francia, Roberto Scateni, Fabio Caciagli.
Pannelli con rilievo tridimensionale delle mura leonardiane di Cittadella (dell’ingegner Marianna Alagna del Comune). Progetti leonardiani retro illuminati del fronte di terra, della costa e delle paludi di Leonardo tanto ingegnere, quanto naturalista. Tutto posizionato in pannelli di legname riciclato, con codice QR (a barre bidimensionale) che se inquadrato coi device subito ti indica la mappa di dove trovare in città quel che c’è qui. Invito a scoprire Piombino.
Nell’abside modelli di Vittorio Giorgini. Anche disegni di Baratti – Populonia a confronto tra il tratto di Leonardo e dell’architetto fiorentino. «Non era possibile non prendere parte a questo Cinquecentenario, visto il legame tra Piombino e Leonardo» introduce Cristina Guerrieri ringraziando il Comune per la collaborazione. «Fuori dai tradizionali poli legati a Leonardo, abbiamo fatto il meglio possibile e in tempo di record, grazie alla disponibilità di Marcin Woźniak per la location» fa eco l’assessore Pellegrini. C’è lo storico Mauro Carrara che si dedicherà a guidare una passeggiata il 4 maggio (alle 15) dai Canali fino al Castello.
L’organizzazione dell’esposizione invita alla scoperta. Per Fabio Caciagli «vale la resa scenografica di un cantiere minimalista». «Summa della testimonianza straordinaria di Leonardo a Piombino – spiega Guerrieri – abbiamo selezionato le progettazioni del 1502 e del 1504 quando più volte Leonardo cita Piombino». «Le barche a vela, il mare, le onde – interviene Roberto Scateni – Leonardo si contraddistingue per la sua capacità di osservare le cose per poi annotare tutto nel molesckin, i suoi piccoli taccuini: grande intelligenza, sommata a grande capacità di osservazione, insieme a tecnica e sperimentazione».
Dal Codice di Madrid II (una riproduzione è alla biblioteca civica falesiana)qui centinaia di calcoli, realizzazioni di mura: scopriamo un Leonardo ingegnere in città.
Ma anche studi di su “sistemi viventi”.
Leonardo nella Piombino del Cinquecento e nelle visioni di Giorgini. «Abbiamo voluto rendere omaggio a Leonardo da Vinci – conferma Marco Del Francia – anche per verificare l’attualità del suo pensiero, inesauribile fonte di ispirazione per l’architetto toscano. Giorgini, come Leonardo, nel corso delle sue ricerche guardò alla natura e allo studio dei sistemi viventi per elaborare e mettere in atto progetti “impossibili” di avanguardia come Casa Balena a Baratti. Qui esposto materiale conservato nell’Archivio Giorgini che illustra l’influenza di Leonardo su un intellettuale del nostro tempo, mettendo in luce il talento precursore e la modernità di pensiero del Genio da Vinci». –
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