Il Tirreno

san vincenzo 

Tenuta di Rimigliano dopo vent’anni previsioni dimezzate

M.M.

Domani al voto in consiglio la variante anticipatoria Roventini: «Si chiude un percorso lungo e condiviso»  

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san vincenzo. «Finalmente si arriva alla conclusione di una programmazione urbanistica durata più di 20 anni». Così l’assessore all’Urbanistica di San Vincenzo Massimiliano Roventini alla vigilia del voto in consiglio comunale della variante anticipatoria al Regolamento urbanistico che disciplina l’ambito della Tenuta di Rimigliano. La seduta è convocata per domani alle ore 17.

«Un percorso lungo, condiviso nei suoi obiettivi d’intesa con Regione Toscana, Provincia, Comune e proprietà – prosegue l’assessore –. La nuova programmazione che andremo ad approvare è migliorativa, sia in termini di sostenibilità ambientale che di effetti sul carico urbanistico».

La Tenuta di Rimigliano è uno spicchio di 540 ettari su cui dalla fine degli anni Novanta discutono mondo politico, comunità locale, associazioni e comitati ambientalisti, anche a livello regionale e nazionale, divisi su un progetto di riqualificazione e recupero degli immobili che è passato di mano, e con più di una sforbiciata alle volumetrie, dalla Parmalat di Tanzi alla Rimigliano Srl. «La variante prevede, innanzitutto, una riduzione del dimensionamento totale a 12.074 metri quadrati di recupero dell’esistente e di 4.100 metri quadrati di nuova edificazione per un totale di 16.174 metri quadrati», sottolinea Roventini. Si partiva nel 2000 dalla previsione di poter edificare nella tenuta tra vecchio e nuovo 30.500 mq salvo scendere con una prima variante nel 2001 a 22.600 mq.

L’assessore Roventini non ha dubbi: «Il provvedimento mantiene intatti i caratteri paesaggistici strutturanti della Tenuta, adotta nuove regole insediative di frazionamento di un territorio coltivato, conserva l’articolazione strutturale del paesaggio nel suo complesso, ridefinisce i margini delle pertinenze delle unità poderali, mantiene l’unitarietà della Tenuta e riqualifica l’area umida dell’ex lago di Rimigliano». Che prosegue: «La variante è anche attrezzata da un nuovo Piano di miglioramento agricolo che va a ottimizzare la qualità paesaggistica complessiva attraverso la conservazione dei caratteri naturalistici più rilevanti dell’area umida e dei boschi di tutta la Tenuta: al suo interno è introdotto un nuovo ordinamento colturale che si propone la valorizzazione delle produzioni biologiche e l’incremento del seminativo irriguo, in modo tale da aumentare l’area di coltivazione da 254 a 314 ettari». E conclude: «Tutto ciò è stato reso possibile rivedendo le dimensioni minime delle residenze nei poderi vincolati esistenti portandoli a 200 metri quadrati. Al contrario nelle zone non vincolate ci sarà la possibilità di realizzare nuove strutture di minimo 500 mq con alloggi di minimo 300 metri quadrati all’interno dei perimetri poderali ridotti rispetto a quelli inseriti nel procedimento di adozione. L’intervento sarà poi realizzato tramite un piano attuativo». — M.M.

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