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Diffida della Regione a Rimateria «Ma quella discarica non è nostra»

Diffida della Regione a Rimateria «Ma quella discarica non è nostra»

L’azienda sostiene che la procedura di volturazione  dell’autorizzazione integrata  ambientale di cui è titolare  Lucchini non è mai stata conclusa

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PIOMBINO. La Regione ha diffidato Rimateria per la presunta «inosservanza delle prescrizioni di cui all’autorizzazione integrata ambientale» rilasciata a Lucchini spa dalla Provincia di Livorno.

L’azienda però sostiene che «quella discarica non è formalmente in carico a Rimateria perché la volturazione dell’Aia (l’autorizzazione ambientale integrata cui si fa riferimento) non è mai stata conclusa. L’area di cui si parla – si legge in una nota di Rimateria – è la ex discarica utilizzata in passato dalle acciaierie Lucchini per smaltirvi i residui delle lavorazioni, e si trova in quello stato da circa dieci anni. La necessità di provvedere alla chiusura della discarica è prevista nel progetto presentato nel 2018 da Rimateria ma che non è potuto partire per le note vicende amministrative. In attesa delle necessarie procedure autorizzative regionali, l’Aia non è ancora intestata a Rimateria e quindi non si è concluso il passaggio di competenze».

Il problema è che per la bonifica di quella discarica servirebbero 5 milioni, ma Rimateria per intervenire chiede la garanzia di poter riusare quegli spazi. «Come è noto da anni a tutti gli organi competenti – prosegue la nota aziendale citando l’accordo del 16 giugno 2015 – l’accordo tra Lucchini in Amministrazione straordinaria e Asiu spa prevede che si procederà ai lavori in discarica “nel momento in cui saranno disponibili le nuove volumetrie che deriveranno dai progetti di ampliamento della discarica da parte di Asiu e/o nuove iniziative che potranno aprirsi con il cambiamento di proprietà dei Lucchini e la nuova operatività dello stabilimento di Piombino”».

A questo proposito Rimateria riporta in sintesi la cronistoria degli atti ufficiali riguardanti la discarica ex Lucchini: «16 giugno 2015: sottoscritto l’accordo tra Asiu e commissario straordinario Lucchini As finalizzato all’acquisizione da parte di Asiu spa del sito di discarica. Questo atto non costituisce di per sé un titolo valido affinché Asiu prima e Rimateria poi, possano esercitare gli sviluppi programmati».

Si passa poi al maggio 2016, quando Rimateria presenta istanza di Via sul progetto ex Lucchini. Quindi il 31 agosto Rimateria presenta «istanza di voltura che non è stata mai perfezionata – dice la nota – e che comunque risulta superata dalla successiva corrispondenza con la Regione Toscana. Nello stesso giorno Rimateria presenta istanza di Aia».

Si arriva al 10 agosto 2018, quando Rimateria «inoltra nuovamente istanza di voltura della titolarità dell’autorizzazione integrata ambientale intestata a Lucchini». Quindi il 20 novembre 2018 l’azienda «produce e trasmette alla Regione perizia giurata di stima dei costi di chiusura della discarica e di post gestione insieme al cronoprogramma delle opere. La Regione non ha mai dato riscontro». Infine il 26 febbraio di quest’anno Rimateria «presenta alla Regione istanza per la definizione di un accordo integrativo propedeutico al subentro. Questa richiesta non è stata accettata dalla Regione». In conclusione Rimateria «conferma l’interesse al subentro nella titolarità dell’Aia» e ricorda «che è in corso di definizione la garanzia fidejussoria richiesta». —



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