Il Tirreno

gli attivisti chiariscono la posizione 

Il Comitato di salute pubblica: «Non diamo indicazioni di voto»

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PIOMBINO. «Il Comitato di salute pubblica Piombino - Val di Cornia non ha e non ha mai avuto un partito di riferimento e non darà indicazioni di voto alle prossime elezioni amministrative». È quanto afferma il comitato in una nota stampa diffusa nella giornata di ieri in riferimento alla campagna elettorale di Piombino.

«Sono tutti in attesa del nostro schieramento, sperando che giunga infine il momento in cui si potrà dire: “Visto? Lo dicevo io! È di sinistra! È di destra!” Ma così facendo dimostrano di non aver capito cos’è il Comitato – spiegano gli attivisti – Ogni nostro comunicato si basa su una puntuale analisi della realtà, sullo studio di documenti e sul confronto di punti di vista diversi. Non ci accontentiamo di slogan, anzi: vogliamo stimolare le persone ad andare al di là degli slogan e delle facili promesse per valutare con cognizione di causa le scelte che sono state fatte e le promesse che con tanta disinvoltura vengono sbandierate oggi, in campagna elettorale».

Il Comitato di salute pubblica spiega come continuerà ad esistere dopo le elezioni amministrative, qualunque sia il risultato: «Il nostro obiettivo non è quello di accompagnare questo o quello schieramento verso la vittoria, ma è quello di proporre un nuovo approccio ai problemi della salute, della dignità del lavoro e del rispetto dell’ambiente basato sullo studio, sul confronto e la riflessione attorno ai valori fondamentali della nostra società e del nostro essere uomini liberi ed uguali, portatori di diritti inalienabili».

Dunque, il comitato ci tiene a chiarire la propria mission. Ovvero creare un nuovo tipo di sviluppo anche in Val di Cornia. «Abbiamo già ottenuto molto, riportando i temi della difesa della salute, dell’ambiente e del lavoro all’attenzione di tutti – spiegano – abbiamo fatto rinascere nella città il desiderio di impegnarsi in prima persona nella vita sociale per portare un contributo costruttivo, un punto di vista prezioso, per mettere a disposizione della collettività conoscenze e competenze».

Il Comitato ripercorre le ultime battaglie compiute, a partire dalla richiesta - bocciata - di dichiarare Colmata centro abitato, richiesta a nostro avviso pienamente legittima e giustificata, così come abbiamo spiegato e documentato nelle osservazioni inviate in Regione e in altre sedi, dove si sta valutando il nuovo progetto RiMateria di ampliare l’attuale discarica per rifiuti speciali. Siamo convinti che prima o poi riusciremo a trovare qualcuno disposto a far rispettare la legge che difende la salute dei cittadini e che è stata scritta per impedire che un’opera simile possa essere realizzata accanto a un centro abitato». Gli attivisti ricordano anche la battaglia contro la realizzazione del progetto Creo: «Finalmente il consiglio comunale del 22 marzo lo ha sancito con una delibera; è vero che Invitalia non aveva concesso il finanziamento, ma è anche vero che nonostante questo mancato finanziamento la preassegnazione del terreno alla Creo non era stata ancora revocata e che da parte dell’amministrazione si continuava a parlare della possibilità di attivare un percorso di ascolto attivo». —

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