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lutto 

La morte di Claudio Gentili ucciso da un infarto a 68 anni

Valeria Parrini
La morte di Claudio Gentili ucciso da un infarto a 68 anni

Piombino, era noto per il suo impegno nell’associazionismo e in progetti di cooperazione. La sua ultima militanza era stata in Camping cig e sul fronte antirazzista

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PIOMBINO. Un piccolo bouquet poggiato sul cuore. Garofani rossi, simbolo della rivoluzione incruenta che nel 1974 liberò il Portogallo dal totalitarismo dando il via all’indipendenza delle colonie. Come il Mozambico, il Paese in cui aveva vissuto a lungo come cooperante.. Il cuore è quello generoso e combattivo di Claudio Gentili. Ha cessato di battere nel tardo pomeriggio di giovedì, probabilmente a causa di un infarto.

La salma rimarrà nella sala del commiato della Pubblica assistenza, in via Gori, fino alle 13 di oggi. Poi il trasferimento a Livorno per la cremazione. Lo stesso percorso seguito dalla figlia Thema, uccisa da un malore a 38 anni nel dicembre scorso.

Sono stati in tanti a voler salutare questa persona dall’aria mite e riflessiva che nelle innumerevoli occasioni di confronto sui temi del lavoro, della solidarietà, dell’antirazzismo, sapeva farsi ascoltare. Senza salire in cattedra ed evitando banalità. Sognava una società più giusta, Gentili. Ma non l’aveva solo teorizzata.

Era nato a Piombino nel luglio del 1951. Le scuole le aveva fatte al Cotone, in quello che chiamavano “il professionale delle Acciaierie”. Una militanza politica di estrema Sinistra, prima nella Lega dei comunisti poi in Dp. Dopo alcuni anni di lavoro in fabbrica, l’aspettativa e il viaggio in Mozambico con la moglie Maria Cristina Gentiloni, anche lei in aspettattiva dall’Asl dove lavorava come infermiera. Il trasferimento era durato circa 6 anni, in due periodi diversi.

Per Gentili, il primo progetto strutturato fu quello della fonderia. A Maputo, con i finanziamenti della Flm, dove erano confluite le tre sigle sindacali dei metalmeccanici.

Al lavoro, c’erano anche bambini. A piedi scalzi. Con Claudio, arrivarono degli zoccoli di legno e una professionalità che permise di ottenere una produzione di rotaie più solide destinate alla precaria rete ferroviaria del posto.

«Sempre critico e mai passivo, originale e mai scontato, un esempio pedagogico ma anche un interlocutore combattivo impegnato nella continua verifica e nel confronto». Così lo ricordano alcuni amici di tante lotte. Le ultime con Camping Cig in difesa del polo industriale e dei diritti dei lavoratori. Come lui, che fino a poco tempo fa, prima della pensione, aveva trovato posto saltuario nelle ditte dell’indotto.

Anche il sindaco Massimo Giuliani lo ha voluto ricordare all’inizio della seduta del consiglio cominale di ieri.

«L’applauso dell’aula consiliare - ha detto tra l’altro - testimonia che oltre le posizioni politiche, ci sono le persone e la loro storia. Claudio Gentili, il suo impegno quotidiano per un mondo migliore a partire dal proprio territorio, ha lasciato questo ricordo di sè alla nostra comunità».

Le somme raccolte nel ricordo di Claudio, andranno in Mozambico, appena colpito da un ciclone. Maria Cristina e la figlia Elena hanno pensato che fosse la destinazione migliore. —

Valeria Parrini

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