Il presidio
Struttura promossa col massimo dei voti «È una scelta che rifaremmo»
Nei commenti si sottolineano le competenze professionali e la valorizzazione dei rapporti con le famiglie e l’esterno
PIOMBINO. Oltre che sulla pagina facebook “Contro la chiusura della scuola San Francesco” che raccoglie testimonianze di genitori di bambini che hanno frequentato o frequentano adesso la scuola a rischio chiusura o di insegnanti che li hanno accolti a materna finita, alcune lettere arrivano anche in redazione.
Cristina Pollegione, la mamma di Edoardo, “classe” 2007 spiega di averlo iscritto sia al nido che alla materna della San Francesco.
«Abbiamo consegnato alle educatrici un frugoletto di 15 mesi e ci è stato restituito un bambino autonomo in tante cose», esordisce la lettrice. Che aggiunge: «Grazie ad un'ottima sinergia scuola famiglia Edoardo ha tolto il pannolone, ha imparato a mangiare bene da solo, ad avere buona autonomia personale e a condividere con gli altri. Per quanto riguarda la scuola materna, stessa identica esperienza, un triennio pieno di attività interessanti, laboratori, progettualita varie, buon servizio mensa e tantissimi i momenti di interazione con le famiglie».
«Nell’ultimo anno - prosegue la mamma - è stato poi effettuato un buon percorso di prescolarizzazione che ha permesso ai bambini di acquisire gli strumenti per affrontare con serenità la prima elementare. Tutte le insegnanti sono preparate, compententi, affettuose e hanno saputo creare un clima di festa circondando i nostri bambini di affetto materno e sempre attente ad ogni loro bisogno».
Se dovesse dare un voto, questa mamma non ha dubbi: sarebbe sicuramente un 10 e altrettanto sicuramente ripeterebbe l’esperienza. «Per questo motivo - chiude - mi auguro che possa essere trovata una soluzione che porti ad un epilogo diverso da quello paventato. Come mamma e come cittadina esprimo la mia massima solidarietà alle insegnanti che lottano per il mantenimento della struttura e di conseguenza del loro posto di lavoro e mi metto a disposizione per qualsiasi iniziativa possa essere intrapresa in merito».
Altrettanto positivo, e peoccupato per il rischio che corre la struttura, il commento di Silvia Menti, madre di un bambino che ha frequentato la scuola nei tre anni 2010-2013.
«Mio figlio oggi ha 11 anni, frequenta la prima media, ma ancora oggi ha dei ricordi bellissimi del tempo passato in quella scuola. Per lui - prosegue la lettera - sono ricordi legati a momenti di gioco, di spensieratezza e di belle iniziative di socializzazione infantile, oltre ai forti rapporti di affetto e di amicizia nati in quel contesto di vita. Per me e tutta la mia famiglia non è solo questo».
«Ho trovato in quella realtà una competenza professionale e una capacità di relazioni umane che mi hanno permesso di vivere quei tre anni con assoluta serenità. E - aggiunge Silvia Menti - se mi allontano dall'aspetto umano, personale ed affettivo, anche se non meno importante, e mi concentro su quello formativo posso dire che nei due passaggi scolastici dalla materna alle elementari e poi alle medie ho ricevuto soltanto apprezzamenti positivi sulla formazione scolastica e comportamentale di mio figlio. Considerazione che ho potuto condividere con molti dei bambini provenienti dalla scuola materna I Frati».
«E tanto merito - conclude la lettera - è proprio di quelle insegnamenti che adesso rischiano di non avere più la possibilità di continuare a dare tutto il loro prezioso contributo alla crescita dei nostri figli. Se veramente lasciassimo scomparire una struttura così dalla nostra città, saremmo davvero dei cittadini poco attenti alla qualità. Qualità che in questo caso riguarda i nostri figli.... il nostro futuro». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
