Il Tirreno

venturina terme 

Parco urbano, 284 alberi per compensare la miniera

Annalisa Mastellone

L’intervento a carico di Sales Spa legato alla concessione di Botro ai Marmi L’area d’intervento si trova tra le vie De Filippo, Montale, De Curtis e Cerrini 

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venturina. Leccio, roverella, sorbo, pioppo, frassino e cerro. Sono queste le varietà dei 284 alberi destinati al parco urbano di Venturina Terme. Entro l’inizio della primavera Sales Spa procederà alla piantumazione. Si tratta di un progetto di rimboschimento compensativo.

Bisogna fare un salto indietro per capire la necessità di questo atto. Nel maggio 2011, Minerali industriali Spa e Sales depositano in Regione l’istanza per l’avvio di valutazione d’impatto ambientale per il rinnovo delle concessioni di coltivazione mineraria “Botro ai Marmi” e “Montorsi”. A giugno 2012 la giunta regionale esprime parere favorevole, con prescrizioni. E tra queste che “l’attività di rimboschimento compensativo avvenga nell’area comunale denominata bosco urbano di Venturina, retrocedendo così dalla richiesta delle aziende in merito alla compensazione monetaria”.

Nel 2015 la titolarità della concessione “Botro ai Marmi” per 30 ettari viene trasferita da Minerali industriali a Sales, che quindi riceve anche l’obbligo di fare il rimboschimento. La società presenta un progetto ad hoc a marzo 2018, integrandolo con altri documenti lo scorso novembre. Sales precisa di aver effettuato nelle aree di coltivazione un espianto di 185 piante su una superficie di 21.000 metri quadrati.

L’area in cui si propone di piantare il bosco compensativo è identificata come parco urbano dal regolamento urbanistico. Il Comune ha fatto redigere un apposito progetto di rimboschimento dell’area all’architetto Giorgio Benucci, approvato dal consiglio comunale nel 1999. Da questa progettazione, già parzialmente attuata, prende spunto il progetto della Sales, con l’obiettivo di proseguirne l’opera di completamento.

L’area indicata si trova tra le vie De Filippo, Montale (e De Curtis) e via Cerrini, si legge nel progetto Sales. Ed è divisa in due zone. Nella A di 11.865 metri quadrati, caratterizzata da un terreno spoglio con alcune isole di canneggiole, ma nessun arbusto di alto o basso fusto, eccetto un recente impianto di lecci lungo via De Filippo. Nella zona B di 76.379 mq dove ci sono piante di medio e alto fusto. Poiché, si legge nella relazione di Sales, la superficie del parco urbano è notevolmente superiore a quella su cui è stata effettuata l’estirpazione di vegetazione nella miniera, così come la quantità di alberi ancora da impiantare secondo il progetto di Benucci che supera di gran lunga quella delle piante eliminate dalla miniera, il progetto non può comportare la completa attuazione dei programmi comunali.

Nella zona A, lungo il tratto di via De Curtis e l’inizio di via Montale, Sales perimetrerà con alberatura uguale ai lecci esistenti in via De Filippo: 20 piante per circa 200 metri. Nella zona B, dove alcune piante messe a suo tempo a dimora non hanno attecchito, saranno messe 264 alberi, 44 per ciascuna varietà: leccio, roverella, sorbo, pioppo, frassino e cerro. L’importo dei lavori di rimboschimento è di 30.791,83 euro. Sales dovrà impegnarsi a fornire una polizza fideiussoria assicurativa o bancaria, di importo pari al valore dell’intervento, in favore del Comune di Campiglia a garanzia del regolare attecchimento delle piante. —

Annalisa Mastellone

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