Il Tirreno

piano strutturale intercomunale 

Maggiore valorizzazione degli insediamenti storici e recupero aree degradate

Claudia Guarino
Maggiore valorizzazione degli insediamenti storici e recupero aree degradate

Piombino e Campiglia insieme per lo sviluppo, si punta all’adeguamento delle infrastrutture più l’integrazione  del sistema dei trasporti 

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PIOMBINO. Adeguamento delle infrastrutture e integrazione del sistema dei trasporti. Valorizzazione degli insediamenti storici e recupero delle aree degradate. Riqualificazione del comparto siderurgico e creazione di nuove filiere.

Ecco alcuni dei temi inseriti nell’orizzonte delle indicazioni strategiche contenute nel piano strutturale intercomunale, un documento comune di programmazione territoriale che riguarda Piombino e Campiglia Marittima e implica una variante al vigente piano strutturale d’area, nel complesso risalente al 2007. Ieri al Castello di Piombino si è tenuto un incontro conoscitivo sull’argomento, il quale ha seguito tre giornate di confronto che hanno avuto al centro proprio il nuovo strumento di pianificazione. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani, la prima cittadina di Campiglia Rossana Soffritti, il direttore di Anci Toscana Simone Gheri, le garanti Paola Meneganti e Francesca De Santis, la responsabile unica del procedimento e responsabile ufficio di piano, architetta Camilla Cerrina Feroni, il coordinatore del gruppo di lavoro esterno ufficio di piano Riccardo Breschi, il presidente della seconda commissione del consiglio regionale Gianni Anselmi e Giulia Maraviglia di Sociolab.

Il procedimento per la revisione del piano strutturale d’area è stato avviato ad agosto del 2018 e l’ipotesi è quella di «adottare il piano strutturale intercomunale verso la metà di aprile – ha detto Feroni – E queste giornate di confronto sono servite per individuare le tematiche in grado di declinare gli obiettivi da raggiungere». Nel corso dell’incontro di ieri sono state indicate diverse strategie. Prima di tutto ci sono l’adeguamento delle infrastrutture e l’integrazione dei vari sistemi di trasporto, con una particolare attenzione alle piste ciclabili. Si è poi parlato della tutela degli insediamenti storici, con un accento sulla loro valorizzazione e sulla necessità di recuperare le aree degradate, ed è stato trattato il tema dell’adeguamento del patrimonio sulla base di nuovi tipi di utilizzo. Per quanto riguarda l’agricoltura, invece, il piano strutturale intercomunale guarda all’integrazione delle diverse attività e alla valorizzazione del turismo legato al mondo rurale. Tutto ciò nell’ottica della riqualificazione del comparto siderurgico e della creazione di nuove filiere economiche legate «al turismo e all’economia del mare», ha detto Massimo Giuliani. «Si tratta di rivalutare il ruolo dell’industria all’interno di una logica di maggiore integrazione», ha spiegato Breschi. In vista dell’adozione del piano strutturale intercomunale è stata anche recepita una settantina di pareri tecnici esterni e i Comuni di Piombino e Campiglia hanno creato un questionario online per vagliare le opinioni della popolazione. «Uno degli intenti del piano strutturale intercomunale è quello di riuscire a tenere uniti tutti i diversi aspetti che contraddistinguono il territorio – ha affermato Breschi – Lo strumento di pianificazione cerca di accompagnare questa sfida dando indicazioni per lo sviluppo e la guarigione di alcune ferite».

Claudia Guarino

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