Il Tirreno

san vincenzo 

L’abbraccio dei sanvincenzini a Paolo Benci

L’abbraccio dei sanvincenzini a Paolo Benci

2 MINUTI DI LETTURA





san vincenzo. Il silenzio composto. La commozione. I ricordi sussurrati e condivisi sul sagrato di Sant’Alfonso. Tanti i sanvincenzini e altrettanti i segni d’affetto per l’ultimo saluto a Paolo Benci, stroncato a 47 anni da un infarto fulminante la mattina del 14 marzo. «La comunità si è fermata», sottolinea il parroco don Cristoforo Marczyk in apertura della predica della messa, celebrata la mattina del 16 marzo. Ed è vero. La chiesa e il piazzale antistante sono gremiti. «Un uomo semplice, di una semplicità con la “S” maiuscola, che è una grande virtù». Così don Cristoforo ricorda Paolo e a tutti pare di vederlo. Riservato. Timido. Sempre pronto a salutare e a rivolgere una parola gentile.

Paolo per anni ha prestato servizio in parrocchia. Anche nella chiesa di Santa Barbara a San Carlo. E per l’occasione ad officiare il rito funebre ci sono anche don Leonardo Biancalani e don Mario Magni.

Un infarto fulminante. Così se n’è andato Paolo Benci, una delle persone più conosciute e ben volute di San Vincenzo la mattina del 14 marzo. Paolo stava portando a spasso la sua anziana cagnolina, che da tempo riempiva di affetto le sue giornate e di cui lui si prendeva estrema cura. All’improvviso si è accasciato al suolo. Il cuore di Paolo, grande così ma che da tempo stava facendo qualche capriccio, si è fermato dopo un’esistenza breve e segnata dalla perdita in passato del fratello minore Matteo e più recentemente dei genitori.

Lavorava in Comune come inserviente all’asilo nido, accompagnatore dello scuolabus insieme all’autista e come collaboratore nella farmacia comunale. In chiesa ci sono i colleghi, i parenti e gli amici, una rappresentanza dei volontari della Misericordia schierati, associazione in cui prestava servizio suo fratello Matteo, ma anche tante persone che per i motivi più vari in questi anni hanno avuto modo di apprezzarlo.

«Erano in tanti a salutarti, grandi e piccini Gigante buono, come ti chiamavano tutti i bimbi che si sono susseguiti nei tuoi anni nella nostra scuola». Così in una nota dell’Istituto comprensivo Mascagni di ricorda Paolo. Mentre al termine della messa è stato il sindaco Alessandro Bandini, con voce rotta dalla commozione: «Amici e conoscenti che lo vedevano sempre sorridente, una parola per tutti e il primo a chiamarti per salutare e scambiare due parole». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera