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«Il porto è un deserto e così è anche inutile per la fabbrica»
piombino. «Se a qualche armatore venisse in mente di far attraccare le proprie navi in questo megaporto ormai mezzo pronto da anni ma desolato, non saprebbe proprio a chi rivolgersi». L’Usb prende posizione sulle dinamiche del porto, anzi su ciò che non succede sulle banchine. «Non ci sono certezze, non ci sono obiettivi immediati. Nelle banchine c’è un silenzio lunare. Nessuno, oggi come oggi, sa che fare di questa struttura, parliamoci chiaro un porto senza retroporto, senza una strada, senza una linea ferroviaria è solo un porto zoppo» malgrado. dice l’Usb, la sua posizione che è al centro di tutte le rotte del Mediterraneo, eper gli economisti potrebbe costituire un’occasione importante di sviluppo». L’Usb quindi propone «che il governo costituisca una commissione di studio che vada a vedere come e in che modo funzionano i grandi porti, proprio per non ripetere gli errori che in pratica hanno portato al degrado degli altri porti italiani. Abbiamo bisogno delle are interne, della fabbrica, e quindi devono partire subito le bonifiche industriali portuali».
«Il futuro - prosegue la nota - deve essere la fabbrica, ma una fabbrica vera, una fabbrica nuova di tecnologia e di logistica, non si può pensare di lavorare acciai al piombo banditi 40anni fa». Inoltre, «non sta dando un futuro certo a tutti i lavoratori perché i treni se non modernizzati non andranno mai a 21 turni, cioè a pieno regime, e la costruzione di un forno elettrico non garantisce tutta l’occupazione dei lavoratori interni e dell’indotto Usb propone che a fianco dell’industria ci sia lo sviluppo del porto. Per questo va fatta chiarezza per gli smantellamenti e le bonifiche per permettere la creazione di un retroporto degno del suo nome, questo sarebbe plausibile per avere occupazione necessaria per la Val di Cornia». —
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