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«Dissalatore necessario La condotta sottomarina è arrivata al capolinea»
PORTOFERRAIO. L’Autorità idrica Toscana risponde alle domande del comitato del «No al dissalatore» di Mola espresse in volantino. Visto che ci sono alcune notizie, ecco un po’ di chiarezza e verità. Dove andranno gli acidi per lavare i filtri? «Le sostanze per il lavaggio dei filtri saranno neutralizzate e scaricate in pubblica fognatura. Quelli che eventualmente non rispetteranno i limiti di scarico saranno gestiti come rifiuti e smaltiti presso impianti autorizzati».
Perché prima non riparare le condutture? «Il gestore lo sta facendo. Il piano d’ambito prevede investimenti anche sulla manutenzione e sostituzione delle condutture per circa 2,5 milioni di euro nei prossimi dieci anni. Tuttavia il dissalatore serve a mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico dell’isola, dato che la condotta sottomarina è arrivata al limite fisico della sua vita. Infatti, nonostante il tubo sottomarino prosegua a funzionare, dobbiamo prevenire eventuali rotture che sarebbero una tragedia per l’Elba». Perché prima non recuperare l’acqua del monte Capanne?
«Per rendere utilizzabile ai cittadini e ai turisti l’acqua che piove sull’Elba servirebbe immagazzinarla d’inverno per averla d’estate. Ciò comporta grandi invasi che avrebbero un impatto ambientale enorme. L’Isola richiede soluzioni semplici e compatibili col suo territorio che vive di turismo».
No a questo tipo di dissalatore. «La tecnologica utilizzata per questo dissalatore è quella dell’osmosi inversa, con recupero energetico: la più efficiente, nuova e affidabile oggi disponibile». —
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