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Mimose per la prima vigile del fuoco donna: «Ho superato le stesse prove degli uomini»
La 34enne di Montenero abbatte ogni barriera di genere nel comando livornese. Ora è a Piombino. Il comandante: «Per noi una ricchezza»
LA STORIA
Ha sopportato i sorrisi beffardi di alcuni colleghi, ingoiando parecchi bocconi amari. Ma niente ha potuto fermarla. «Diventare vigile del fuoco era il mio sogno. Essere la prima donna è bellissimo: ho vissuto più in caserma che a casa a Montenero. Mia mamma lavora qui, negli uffici del comando. E mio fratello fa il pompiere da 22 anni. Siamo una famiglia e non potrebbe essere altrimenti: ci salviamo la vita a vicenda. Per superare il concorso ho fatto le stesse prove fisiche dei colleghi maschi. Vorrei lavorare nel settore fluviale, voglio specializzarmi lì».
È stata una Festa della Donna in grande stile quella della caserma dei vigili del fuoco di Livorno, dove ieri mattina il comandante Alessandro Paola ha consegnato mazzi di mimose a tutte le donne in servizio al comando, in primis alla prima vigilessa del reparto, la livornese Eleonora Ricci. Lei – insieme alle numerose funzionarie degli uffici amministrativi, fra cui sua mamma Mariagrazia Moretti – è stata al centro delle celebrazioni che si sono tenute con tutti gli altri pompieri labronici.
«Io sono di Montenero, ma ho vissuto fin da piccola qui nella caserma di Coteto – confida Eleonora, 34 anni, sorella di Stefano Ricci (in servizio nello stesso comando) e figlia di Mariagrazia – ed è stata una grande soddisfazione riuscire a entrare a far parte del corpo». Eleonora, effettiva dal 2015 dopo parecchi anni da “discontinua” con chiamate per 20 giorni consecutivi al massimo, è tornata nella sua Livorno dal 14 gennaio, dopo aver trascorso tre anni fra Torino e Bologna. Ora, in realtà, fa la pendolare con Piombino, dove presta servizio da due mesi. «L’intervento che ricordo con più affetto? Ero in Piemonte e insieme ai colleghi abbiamo salvato un cagnolino che stava affogando nel Po’. Il padroncino, un bimbo di cinque anni, mi ha detto che ero il suo eroe. Non ha fatto distinzione fra uomini e donne: sotto la stessa divisa ha visto solo una persona. Se ho un compagno? Sì, sono fidanzata».
«Avere Eleonora è importante per noi – spiega il comandante provinciale, Alessandro Paola – e la presenza di una donna arricchisce l’intero comando di qualità e professionalità. È utile nei contesti operativi e ci fa superare una barriera mentale. Il personale è contentissimo. Abbraccio tutte le donne del Corpo nazionale: sono di supporto e senza di loro non ci sarebbe alcun intervento. Preparano il soccorso dietro le quinte, rappresentano una seconda linea: seconda solo perché meno esposta e non meno importante. In segno di riconoscenza per il significato di questa giornata, abbiamo consegnato a tutte un mazzo di mimose. Abbiamo altre vigili del fuoco donne – conclude Paola – ma lei è la prima effettiva: le altre sono volontarie o discontinue». Insieme alla 34enne e a sua mamma, hanno ricevuto i fiori gialli le impiegate Lidia Pacini (che ieri festeggiava pure il suo compleanno), Anna, Francesca, Daniela, Monia, Gaetana, Lucia e tutte le dipendenti del servizio mensa. —
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