Il Tirreno

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Ferroni: «La frattura del Pd non viene da queste primarie»

Annalisa Mastellone

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campiglia. Per 178 voti è stata battuta dalla collega di partito Alberta Ticciati, vedendo sfumare la possibilità di correre da candidata a sindaco del centrosinistra. Viola Ferroni riparte dal risultato delle primarie di coalizione per continuare a dare forza alle sue idee a sostegno della campagna elettorale e per un centrosinistra vincente.

«A livello personale riparto dal mio lavoro e da quello che ho accantonato in questi anni di impegno politico e amministrativo, dalle piccole cose ai progetti di crescita professionale e personale – dice Ferroni –. Quando la politica si fa per passione è difficile togliersela di dosso, e neanche voglio farlo. Nel breve periodo l’impegno sarà per non consegnare dopo settant’anni di storia di centrosinistra il Comune in mano ad altri, mentre in prospettiva vorrei contribuire a riportare la discussione sul merito depurandola da personalismi e chiacchiere, sempre mantenendo la coerenza, il “caratteraccio” e la libertà che mi contraddistinguono, nel bene e nel male. E spero che il partito torni a essere il luogo per farlo». In merito al suo rapporto con Ticciati e alle conseguenze che si accompagnano alle distanze dei programmi Ferroni ha chiesto di riunire l’Unione comunale Pd. «Lì sentiremo se oltre ai buoni propositi ci sono proposte concrete che possano ricomporre, visto che a quanto detto da Alberta, a oggi ci sono “programmi e punti di vista molto diversi, ci sarà un confronto ma la condivisione del progetto è un’altra cosa».

C’è chi parla di rotture interne al partito e coesione di facciata. Cosa risponde? «La frattura del Pd è profonda e non viene da queste primarie. C’è una parte conservatrice e una più moderna e contemporanea nei modi e nelle idee, nella quale mi riconosco. Certo è che finché il gruppo dirigente non si farà carico di dare spazi a tutti e creare momenti di discussione e confronto veri la vedo dura, non per me o per una corrente, ma per il Pd. Infatti gli elettori scelgono altro perché siamo un partito che appare povero di contenuti e vivo solo quando c’è da litigare fra di sé». Quale sarà il suo contributo alla coalizione per la campagna elettorale? «Nessuna lista alternativa per le amministrative. La mia campagna elettorale sarà rivolta ai 767 elettori che mi hanno scelta per portarli a votare la lista di coalizione Pd e Psi, quella che entrambe ci siamo candidate a rappresentare. Io e Alberta abbiamo responsabilità diverse visti i ruoli, ma condividiamo l’obiettivo». Perché ha perso? «Perché sono stata poco furba e poco tattica. Non era facile perché la stragrande maggioranza del gruppo dirigente del partito locale ha lavorato per Ticciati, così come l’amministrazione e il sindaco, muovendo il mondo dell’associazionismo e del sindacato che ha fatto numericamente la differenza. Non ho rinnegato la mia, seppur breve, storia politica prendendone le distanze e lo rifarei altre cento volte, così come ho sottovalutato la potenza di una campagna “contro”. Il dispiacere più grande, però, è quello di sapere che il programma della Svolta Buona resterà un’utopia». –

Annalisa Mastellone

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