Segni d’arte alla biblioteca con i murale di Cannella
SAN VINCENZO. Dal Comune di San Vincenzo la contattarono mesi fa. Poco dopo lei inviò i bozzetti dell’opera di riqualificazione dell’esterno della biblioteca comunale. Un lavoro iniziato lo scorso 27 febbraio e che dovrebbe terminare nei prossimi giorni. Già adesso, mentre scriviamo, a fianco della scalinata d’ingresso alla biblioteca campeggia l’immagine di un bambino seduto che legge un libro con un gatto ai suoi piedi e le scritte “Biblioteca comunale” e “Library”. Sulla parete accanto si stagliano una bambina che legge e tanti fogli scritti che sembrano volare nella fantasia. Un respiro onirico di bellezza che incuriosirà molti e che li accoglierà nel luogo in cui, oltre ad imparare, si possono vivere infinite vite e storie in altrettanti mondi ed epoche, tra le righe dei circa 25.000 volumi che vi si custodiscono. Questi proiettano alcune loro frasi sulle pareti, guidate dalla fantasia di questi due bambini accompagnati da personaggi famosi della letteratura.
Leggere per prendere coscienza di sé e del mondo, per sapere, per conoscere ed immaginare, per aggiungere la capacità critica a un’intelligenza che con la sola “scuola della vita” – pretesto dei poco umili che considerano inutili i libri e il sapere – ha poca ragione di essere. Leggere con tanto profumo di salsedine intorno, quella del mare sanvincenzino. Ma chi è l’artista che sta realizzando l’opera? La mano e l’idea di tale metamorfosi estetica sono di Elena Cannella. Classe 1980, è disegnatrice, pittrice, ritrattista e decoratrice, e si cimenta inoltre nell’incisione e nel tatuaggio. Sì, perché è titolare del “Tattoo art shop” , studio di tatuaggio alle Badie, frazione di Castellina Marittima.
Dopo il diploma al liceo artistico “Gemelli” di Cecina, Elena ha frequentato la scuola di Comix a Firenze per illustratori, l’Officina del graffio di Livorno per l’incisione, la scuola per tatuatori e altri corsi e laboratori. Ha al suo attivo varie mostre di disegno e pittura e predilige i colori acrilici, sebbene non disdegni affatto il lapis e la china. «Non si finisce mai di imparare – dice Cannella –. I gusti cambiano e si evolvono, le tecniche si affinano». Sull’opera che sta terminando a San Vincenzo, spera «che possa incuriosire e attrarre, che i concetti dell’importanza del sapere e della lettura possano essere anche a portata di bambino attraverso la mia opera». —
Paolo Federighi
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