Il presidio
Treni, servizio sperimentale Più corse in estate da e per Piombino
Aperto il confronto tra Comune, Regione Toscana e Rfi Capuano: «Utile se integrato con altri mezzi sul territorio»
Un punto fermo e una direttrice. La stazione ferroviaria e i binari. Sono gli elementi su cui si innesta la prospettiva di un miglioramento dei collegamenti in treno da e per la città. Si pensa al periodo estivo, ma si carezza l’idea di andare oltre. La proposta del Comune di Piombino è arrivata in Regione Toscana sulla scorta del Piano della mobilità sostenibile, approvato a fine 2018 dal consiglio comunale al termine del percorso iniziato dall’amministrazione comunale all’inizio della legislatura.
C’è già un’ipotesi di massima targata Rfi. Merita conoscerla, anche se quest’estate è quasi certo che non se ne farà di nulla. Il documento di cui Il Tirreno è venuto in possesso “Nuovo servizio Campiglia – Piombino” arriva a definire nel dettaglio orari e numero di collegamenti aggiuntivi dal 9 giugno all’8 settembre. Dieci collegamenti in più nei giorni feriali, 5 di andata e altrettanti di ritorno, che salgono a 11 il sabato e scendono a nove nei festivi. Il tutto con orari cadenzati e una frequenza di circa 90 minuti. Un costo per la Regione nell’ordine dei 206.000 euro. E l’impegno dal 2021 di Rfi a incrementare la frequenza dei collegamenti con l’arrivo del nuovo materiale rotabile. Il confronto a Firenze, presso gli uffici della Direzione Mobilità, con i vertici di Rfi e i rappresentanti del Comune di Piombino ha preso il via alla fine di febbraio e sta procedendo, ma richiede tempi che mal si conciliano con l’avvio del servizio sperimentale da giugno.
«La nostra proposta è stata subito accolta da Regione e Ferrovie – conferma l’assessore alla Mobilità Claudio Capuano –. I margini di tempo per capire che cosa si può fare in concreto e come rendere appetibile e conosciuto il servizio sono davvero stretti in vista dell’estate. È bene partire con la sperimentazione quando si sono create le condizioni per cui il servizio si integra con gli altri sistemi di mobilità sul territorio. Altrimenti rischiamo di sprecare un’occasione» .
In pratica, si tratta di dare un’alternativa all’auto per chi vuole raggiungere il golfo di Baratti o la Costa Est sfruttando il collegamento ferroviario che vede in Campiglia Marittima il nodo della direttrice Tirrenica per la Val di Cornia. Ma anche di gettare un occhio al di là del canale. Una parte di quei circa 4 milioni di passeggeri che ogni anno si imbarca per andare all’Elba potrebbe essere intercettata e rinunciare all’auto. Dovranno essere coinvolte le compagnie di navigazione. «Servono condizioni anche sull’isola di servizi di mobilità alternativa – conclude Capuano –. Si tratta di avviare un dialogo con quei comuni. Portoferraio per esempio ha un piano della mobilità che è assolutamente integrabile al nostro». —
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