Italia
Eventi, il peso costi della sicurezza nell’esperienza delle associazioni
campiglia. «L’estensione delle misure di sicurezza a botti e spray deriva anche dagli eventi tragici che si sono verificati e che consigliano restrizioni in questo senso. Ci si può divertire anche rinunciando all’uso di queste cose». Così la sindaca di Campiglia Marittima Rossana Soffritti chiarisce la portata dell’ordinanza del 14 febbraio sulla sicurezza nelle manifestazioni ed eventi pubblici che prevede una serie di misure che devono essere osservate dagli organizzatori.
Si tratta di misure che già erano state prese in seguito alla circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli, del giugno 2017, e che ora sono state estese anche all’utilizzo di botti e spray urticanti, recependo così disposizioni ministeriali.
Vietato somministrare e vendere bevande in contenitori di vetro o alluminio all’interno delle aree interessate dagli eventi. Inoltre, i pubblici esercizi e gli esercizi di somministrazione temporanea all’interno delle manifestazioni e nelle immediate vicinanze dovranno provvedere allo sporzionamento delle bevande in bicchieri di plastica. La somministrazione in bicchieri di vetro è ammessa solo all’interno dei pubblici esercizi o nelle pertinenze degli stessi. Vietato anche consumare bevande alcoliche, detenere e consumare bevande in contenitori di vetro o alluminio, nelle aree pubbliche e aperte al pubblico in prossimità di dove si svolge l’evento.
Tante le iniziative pubbliche che si susseguono in paese, e che nell’allestimento devono rispettare le disposizioni sulla sicurezza. Con un notevole impegno e importanti responsabilità da parte degli organizzatori. «A ogni evento, in seguito soprattutto alla circolare Gabrielli – dice Gianni Manzini, presidente dell’associazione culturale Sei venturinese se – grazie al geometra Puccini, nostro socio, presentiamo il piano sicurezza richiesto adeguandoci in modo maniacale alle disposizioni. Anche se reputo eccessivo quanto richiesto, perché i pazzi in giro ci sono e credo nessuna legge possa fermarli». Che aggiunge: «Abbiamo sempre cercato di rispettare alla lettera le disposizioni per la sicurezza e pubblicheremo la nuova ordinanza sulla nostra pagina in modo da contribuire a farla conoscere». Manzini invita a pesare il costo per mettere in piedi il piano di sicurezza. «Costo notevole per le associazioni che si reggono sul volontariato – precisa –. Tanto che la scorsa estate alcuni eventi in giro vennero annullati per mancanza di fondi. Un piano prevede estintori sia sul palco che in punti prefissati lungo il percorso, addetti al controllo, Croce rossa sul posto con personale medico, e vie di fuga segnalate. Poi in base alle presenze si cresce con i controlli».
«Al di là dell’ordinanza specifica – afferma Umberto Bartoli, vicepresidente dell’Ente valorizzazione Campiglia – negli ultimi mesi sono notevolmente appesantite le regole sulla sicurezza delle manifestazioni. Adesso per qualsiasi cosa siamo costretti a presentare un piano di sicurezza e rivolgerci per questo a professionisti del settore, con ingenti costi da sostenere. Se riteniamo queste nuove restrizioni giuste e sufficienti? Al contrario, crediamo che per la nostra realtà certi accorgimenti, come le barriere agli accessi stradali, siano solo un esborso di soldi. Per ogni manifestazione all’aperto, pur piccola, ci vogliono dai 200 euro in su per i piani di sicurezza». –
Annalisa Mastellone
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