Il Tirreno

seconda commissione 

Individuare perdite d’acqua coi contatori elettronici

C. G.
Individuare perdite d’acqua coi contatori elettronici

Discussa la mozione dei Cinque Stelle col presidente Nicola Ceravolo. Ci sarà una sperimentazione ma su base volontaria

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PIOMBINO. «Il Movimento 5 stelle impegna la giunta a richiedere che il rilevamento dei consumi idrici sia fatto nei mesi di giugno e dicembre di ogni anno e a valutare l’ipotesi di attrezzare le utenze con contatori elettronici al fine di identificare le perdite idriche».

Ieri in seconda commissione sono stati discussi, alla presenza di Nicola Ceravolo, presidente del consiglio di gestione di Asa, i temi al centro della mozione che i Cinque stelle hanno presentato durante lo scorso consiglio comunale, atto la cui approvazione è stata rinviata al fine di rendere possibili ulteriori approfondimenti.

I membri della commissione, in particolare, si sono detti d’accordo sull’idea di offrire ai condomini la possibilità di installare, a proprie spese, un contatore elettronico dell’acqua. «Potremmo pensare a un progetto pilota tramite il quale sperimentare l’utilizzo di tali contatori in attesa dell’emanazione di norme nazionali che ne regolino l’ambito. Solo in quel momento, infatti, possiamo iniziare a prevederli su larga scala (le spese per il loro acquisto risulterebbero poi in bolletta ndr)», ha detto Ceravolo. I contatori elettronici sono strumenti in grado di acquisire autonomamente i dati dei consumi, i quali sarebbero incrociati con quelli relativi al numero dei componenti di una famiglia in modo tale da rendere superflua la lettura fisica dei contatori e automatizzare anche la fatturazione. Per quanto riguarda i rilevamenti periodici dei consumi, d’altra parte, si è discusso della possibilità di prevedere una rotazione degli stessi, i quali potrebbero essere collocati in mesi diversi dell’anno, non sempre a marzo e a settembre, così da evitare il perdurare dell’alta tariffazione che segue gli elevati consumi del periodo estivo. I membri della commissione appartenenti al Partito democratico, prima di decidere se portare o meno – e in che termini – le questioni alla discussione del prossimo consiglio comunale, hanno scelto di confrontarsi con gli altri membri del proprio gruppo consiliare. –

C. G.

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