Meteo
Messa in sicurezza della falda progetto all’esame in Regione
Superate di dieci volte nella zona industriale le concentrazioni di contaminazioni per alcuni inquinanti
C’è un passo in avanti sul fronte delle bonifiche del Sin di piombino. È all’esame degli uffici della Regione Toscana il progetto di messa in sicurezza della falda nelle aree di proprietà e in concessione demaniale di Aferpi Spa. L’avviso di deposito della documentazione è dell’1 febbraio e da questa data decorrono i 45 giorni per inviare osservazioni e memorie scritte in merito al procedimento di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (Via). La procedura deve concludersi entro 90 giorni, salvo la richiesta di integrazioni a Invitalia, l’Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa, a cui fa capo l’intervento di bonifica, che è finanziato con 50 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente. Di questi ne serviranno 21 milioni per mettere in sicurezza la falda.
Il progetto interessa le falde che scorrono sotto gli oltre 600 ettari dell’area industriale. La principale causa di contaminazione è dovuta al percolamento delle acque piovane in zone di lavorazione che non sono mai state adeguatamente regimate e pavimentate. Il fenomeno è particolarmente evidente per la falda sospesa, quella che si è formata sotto lo strato di riporto dei terreni. E che in base alle conoscenze disponibili viene ritenuta non in comunicazione con la falda sottostante, quella profonda, ad eccezione delle zone isolotto di Ischia e del padule.
La caratterizzazione delle acque sotterranee nelle aree di stabilimento siderurgico è stata condotta a partire dal 2006 in diversi periodi. Complessivamente sono stati indagati 259 piezometri all’interno del sito. Risultato: la contaminazione delle acque di falda è risultata distribuita, in particolare per quella profonda. Si parla di valori che in alcuni casi sono superiori a dieci volte le concentrazioni soglia di contaminazione per alcuni metalli e idrocarburi. Acqua che finisce in mare, portando con sé gli inquinanti che trova sulla sua strada.
L’intervento messo a punto dalla rete temporanea di imprese di cui è capofila Acquatecno Srl consiste nell’intercettazione delle acque inquinate con un sistema di pozzi e di drenaggio da cui emungere le acque per inviarle a trattamento in un apposito impianto da realizzare in un’area demaniale in adiacenza alle aree Fintecna (Ponte d’oro) con posizione baricentrica rispetto all’intero del Sin. Localizzazione che ha tenuto conto delle indicazioni del Comune di Piombino e dell’Autorità portuale. Si prevede anche la costruzione di una sorta di barriera isolante lungo il fosso Cornia vecchio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
