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il caso 

Chiudono il negozio scappano e lasciano all’interno frutta e rifiuti a marcire

Chiudono il negozio scappano e lasciano all’interno frutta e rifiuti a marcire

La disavventura di un proprietario per rientrare nell’immobile «Sono serviti 8 mesi per essere autorizzato a intervenire» 

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piombino. Uno spettacolo triste. I segni dello spregio e il disprezzo delle regole. C’è tutto questo nella giornata del proprietario di un fondo commerciale in via Petrarca, sotto i portici, in cui per oltre due anni ha avuto sede un negozio di ortofrutta. Ma anche un senso di ritrovata libertà dopo mesi che si è sentito ostaggio dei titolari di quell’attività al dettaglio. Il senso di liberazione ha pervaso anche chi confina con quei locali, a cominciare dal condominio in cui hanno sede. Mesi di proteste, di odori penetranti e di convivenza forzata con i topi che in quegli spazi avevano messo su casa. Il tutto con l’impossibilità di intervenire.

Riavvolgiamo il nastro. Gli affari dell’ortofrutta devono aver conosciuto uno stop. Gli affittuari a luglio si sono resi irreperibili. Il proprietario del fondo per un anno non ha riscosso l’affitto. E prima di poter tornare in possesso del fondo commerciale ha dovuto fare una lunga trafila burocratica. Fino alla mattina del 14 febbraio, quando finalmente ha potuto tirare su la serranda del negozio. E quello che si è trovato di fronte ha dell’incredibile. Cumuli di casse e bancali di legno. Frutta e ortaggi lasciati a marcire ormai da sette mesi. Topi che messi alle strette sono finiti in strada.

La dimensione del problema che si è dovuto sobbarcare la danno i sei carichi che un camion con tanto di gru ha dovuto fare per liberare i locali. Dal primo mattino del 14 febbraio fino al pomeriggio inoltrato.

«Ho dovuto chiedere l’intervento di una ditta specializzata nello smaltimento dei rifiuti da Grosseto», dice il proprietario che ha scelto di raccontare la sua disavventura con il velo dell’anonimato. «Mi hanno lasciato un bel debito e molti danni – prosegue –. Ho trovato gli infissi rovinati e perfino i due lucernari lasciati volutamente aperti così che in tutti questi mesi è piovuto dentro a quelle stanze. Dai condomini ricevevo le loro sacrosante lamentele ma ho impiegato mesi prima di poter rientrare in possesso del fondo commerciale. Oltre al cattivo odore mi segnalavano che dall’interno vedevano uscire dei ratti».

Un racconto amaro. Che mette in luce tanto le conseguenze di un rapporto tra proprietario e affittuario finito male che quelle di un sistema di regole che finisce per rendere perfino complicato poter riprendere il possesso di un proprio bene. «Lo racconto perché sono certo di essere finito vittima di una truffa – sottolinea il proprietario del fondo commerciale –. Ed è bene che la gente lo sappia. Tra l’altro mi è stato riferito che i titolari di quell’attività di ortofrutta si sono spostati in un’altra parte della città sempre con un negozio della stessa tipologia». —

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