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Un parco fotovoltaico davanti alla Dalmine

Valeria Parrini
Un parco fotovoltaico davanti alla Dalmine

Enel Green Power non ha ancora presentato un progetto definito  ma ha contattato i proprietari dei terreni e incontrato l’assessore Maestrini

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Enel Green Power punta a realizzare un grande parco fotovoltaico. A spanne, le coordinate che delimitano l’area all’interno della quale potrebbe essere costruito sono Montegemoli e Cornia. Le ha individuate a suo tempo la Regione come ha fatto con le altre zone ritenute idonee in Toscana. Definite “marginali”.

Si parla di area potenziale complessiva, in cui una porzione unitaria non meglio identificata sarebbe utilizzabile per l’insediamento. Del quale si ignorano le dimensioni. Perché non ci sono progetti nero su bianco. È chiaro, però, che la tipologia del proponente fa presupporre un’opera di un certo impatto.

La volontà di Enel è esplicita. E fa emergere qualche dritta sulla localizzazione. Un suo incaricato ha contattato alcuni agricoltori della zona antistante le portinerie Dalmine e Aferpi di Ischia di Crociano per opzionarne i terreni. La voce è arrivata a Legambiente che, con Adriano Bruschi, li invita a non cedere alle proposte.

Anche l’assessore all’Urbanistica conferma di aver incontrato i rappresentanti della società. «Sì, c’è l’interesse a realizzare un parco fotovoltaico ma neanche una delle procedure eventualmente necessarie è stata iniziata. Progetti non ne abbiamo e nemmeno altri dettagli», afferma Carla Maestrini. Che non pare particolarmente entusiasta della novità. Perché potrebbe aprire un altro fronte sulla discussione ambientale in corso. Inclusa quella sul parco eolico più o meno di fronte.

«Qualora fosse formalizzata la richiesta, Enel Green Power dovrebbe ottenere dalla Regione la Valutazione d’impatto ambientale e in quel contesto il Comune potrà dire la sua. Al di là del fatto che l’area sia inquadrata tra quelle giudicate idonee dalla Regione, non mi sembra ci siano le condizioni. Parliamo di un territorio con attività e abitazioni. Comunque è tutto prematuro», chiude l’assessore.

Bruschi trova, però, che l’azione del Comune avrebbe potuto essere più stringente se le Nta (Norme tecniche di attuazione ndr) del Piano strutturale in fatto di energie rinnovabili fossero state più stringenti. È concessa, ad esempio, l’installazione di parchi di grandi estensioni. Quindi, si rivolge direttamente ai proprietari dei terreni invitandoli a non abbandonarli.

«Capiamo – afferma – che le lusinghe di una rendita, anche se misera, senza dover lavorare la terra, possa allettare. E conosciamo le grosse difficoltà dell’agricoltura, l’abbassamento dei prezzi dei prodotti che non consente una giusta remunerazione. Insomma il reddito che produce il comparto è sempre di più un reddito da fame». «Per questo – aggiunge – Legambiente segue progetti di coltivazioni innovative di cereali di alta qualità, con le università e centri di ricerca. Seguiamo l’evolversi della costruzione di una filiera fino alla edificazione di un mulino e alla commercializzazione comune dei prodotti finali. In questo modo si può dare un reddito dignitoso».

Segue l’invito a contattare l’associazione rivolgendosi al 3398018138. –

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