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sanità 

Nuovo pronto soccorso c’è l’impegno sui tempi

M.M.
Nuovo pronto soccorso c’è l’impegno sui tempi

L’Azienda sanitaria conferma l’investimento nell’ordine di 4 milioni di euro Tra i progetti il potenziamento dei posti nelle Rsa e dei servizi domiciliari

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PIOMBINO. «Un passo in avanti importante dopo tutte le pressioni che sono state fatte. Adesso si tratta di verificare strada facendo che gli impegni siano effettivamente realizzati. Saranno fatte verifiche ogni quattro mesi». A tirare un bilancio a caldo della riunione tra l’esecutivo della conferenza dei sindaci e la direzione dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest sul Piano attuativo 2018-2019 sono i rappresentanti dei sindacati confederali della provincia di Livorno. Un confronto dai confini larghi a livello di area vasta, ovvero delle dieci zone socio sanitarie in cui è articolata. Dalle quattro ore di confronto sarebbero emerse risposte attese da tempo. Dall’attività chirurgica ortopedica alla riorganizzazione delle professionalità, per potenziare le specialistiche dei due ospedali in rete di Villamarina e Cecina. Inoltre, le questioni aperte sui servizi domiciliari e i posti letto nelle residenze per anziani.

Nuovo pronto soccorso. Dall’incontro i segretari confederali escono con alcune risposte giudicate delle «importanti aperture». L’Azienda sanitaria si è impegnata a presentare il progetto operativo per il nuovo pronto soccorso ed entro la fine di febbraio a chiarire il quadro finanziario dell’operazione per spostarlo accanto alla diagnostica. L’ubicazione attuale non è funzionale mentre la riorganizzazione degli spazi migliorerebbe qualità e tempi. In attesa di cifre dettagliate resta l’ordine di grandezza di 4 milioni di euro.

Altro punto la messa in rete di figure professionali in carico a tutti gli ospedali dell’area Nord ovest da inviare, per turni aggiuntivi incentivati, nei presidi dove le specialistiche sono più carenti. Un modo per intervenire anche sul fronte delle liste d’attesa sia delle prestazioni ambulatoriali che chirurgiche. A soffrire, in particolare, sono le attività di oculistica, dermatologia e ortopedia. Per esempio, fare un intervento alla cateratta significa dover aspettare un anno. Un tema quello della messa in rete di figure professionali che viene giudicato dai sindacati un «aiuto alla rete tra Cecina e Piombino». In particolare, per l’attività chirurgica ortopedica dovrebbero essere da cinque a sei i medici che si sposterebbero per coprire i turni di operatori carenti.

Altra priorità, quella degli anziani. In Val di Cornia solo il 7 per mille trova posto in una residenza sanitaria assistita (Rsa) contro il 13 per mille dell’area vasta Nord ovest. La stima è di un fabbisogno di almeno 50-60 posti letto in più rispetto agli attuali. Che sono 50 a Campiglia, destinati a diventare 40 per le novità nelle regole di accreditamento, e 40 a San Rocco per il settore pubblico. Altri 40 nel privato, al Phalesia. Sarebbero stati riconosciuti per l’ambito Valli etrusche, che riunisce la Bassa Val di Cecina e la Val di Cornia, circa quaranta posti letto in più. E tra questi rientrerebbero i dieci posti che verranno a mancare con il ridimensionamento di Campiglia. Definito anche il potenziamento dei servizi domiciliari. Nel comprensorio solo il 3,5 per mille della popolazione anziana riesce a utilizzarli rispetto al dato medio del 7,5 per mille a livello di area Nord ovest. Per ridurre il divario si prevede un incremento dell’assistenza domiciliare nell’ordine dei duecento pazienti. —

M.M.

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