Il Tirreno

il ricordo 

Bruno Damiani, un prof rispettato senza mai dover alzare la voce

Lucia Simoncini e tutti i ragazzi della 4ª B 93-’94.

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Sono andata a porgere l’ultimo saluto a un Grande Professore che ci ha lasciato, ma per noi ragazzi della 4ª B dell’anno scolastico 1993-1994 se n’è andato molto di più di un professore, è venuto a mancare un pilastro della scuola e non solo.

Per qualcuno lui ci sta vedendo e ascoltando, per altri invece semplicemente non c’è più, ma mai come nell’attuale società, priva di ideali e di rispetto per gli altri, una società in cui purtroppo spesso si ha notizia di studenti che picchiano gli insegnanti o di educatori che picchiano i bambini, è importante far sapere quali persone debbano essere prese come esempio e quindi ricordate e rispettate. Il professor Bruno Damiani era una di queste.

Il professor Damiani ha sempre avuto rispetto di tutti gli studenti, senza incutere mai paura o alzare la voce, ma tutti hanno sempre avuto il massimo rispetto di lui. Una risposta sbagliata da parte di uno studente al massimo poteva suscitare in lui l’espressione «Oh Gesù...», poi un attimo di silenzio per raccogliere le idee e ripartire a rispiegare il concetto in maniera diversa; se poi nonostante tutto lo studente alla lavagna non riusciva a capire o a sbloccarsi, alla fine sul suo viso spuntava un sorriso benevolo. Non potrò mai dimenticare il suo girare tra i banchi nel silenzio totale per poi, con un semplice movimento degli occhi o al massimo un cenno del capo, farmi capire che era il mio turno. Io andavo alla lavagna mentre lui si sedeva al mio posto o in un banco lasciato libero da qualche ragazzo assente, svolgevo l’esercizio, poi mi giravo cercandolo seduto tra i banchi per un suo cenno di approvazione con la testa.

Tutti, indipendentemente dal rendimento, hanno trovato in lui la guida che ci ha reso classe e lo dimostrò il fatto che in quinta, quando era ormai in pensione, nessuno accettò la sua sostituzione con una nuova insegnante e ci preparammo all’esame di maturità tutti insieme, senza l’insegnante, inizialmente nelle case, poi, al crescere del gruppo, ottenemmo l’autorizzazione a usare i locali della scuola di pomeriggio autogestendo la lezione, senza insegnante; se non potevamo avere lui meglio nessuno. Sicuramente con la nostra classe, vuoi per le persone che la componevano, vuoi perché è stata una delle ultime, aveva instaurato un rapporto particolare, ma è anche vero, come ho avuto modo di vedere oggi pomeriggio, ma soprattutto ha avuto modo di vedere e sentire la famiglia, che non eravamo affatto gli unici.

Buon viaggio professore, chissà che non ci ritroviamo un giorno in un universo parallelo.

Lucia Simoncini

e tutti i ragazzi

della 4ª B 93-’94.



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