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«Va bene ridurre gli sprechi, ma senza sconti sulla sicurezza»
PIOMBINO. «Non si è trattato di un muro contro muro. Ma di un incontro tecnico a cui seguiranno incontri specifici con i responsabili dei reparti. Per ora non ci sono state chiusure, ma disponibilità al dialogo. È chiaro, tuttavia, che se l’azienda non darà risposte adeguate, si metteranno in piedi tutte le forme di mobilitazione che decideranno le rsu». È questa, in sintesi, la ricostruzione che i sindacati Fim, Fiom e Uilm fanno dell’incontro tenuto con Aferpi nel corso del quale si sono affrontati diversi temi caldi, tra cui l’ipotesi di riduzione del monte ore lavorativo.
«La posizione di Fim-Fiom-Uilm – spiegano i sindacati – è stata netta ed intransigente sugli aspetti legati alla salute ed alla sicurezza. Abbiamo anche espresso la nostra contrarietà a qualsiasi eventuale esternalizzazione, abbiamo chiesto alla direzione risposte chiare in merito alle riduzioni previste nelle postazioni di sorveglianza (esempio il “quadrista” e la “ronda”) che riteniamo riduzioni che possono determinare rischi concreti alla sicurezza e per le quali la direzione si è impegnata a fare verifiche con i diretti responsabili di reparto».
Non solo. Sul tavolo i sindacati hanno posto la questione di Piombino Logistics (segnalazioni relative all’uso di mezzi non idonei, rispetto pratiche operative e forme di controllo sui lavoratori).
«Abbiamo preteso e ottenuto – aggiungono Fim-Fiom e Uilm – che la scelta del personale da parte della direzione, mano a mano che avverranno nuovi inserimenti di lavoratori, debba avvenire rispettando il centro di costo per evitare possibili esuberi mascherati».
L’obiettivo di Fim - Fiom - Uilm è provare a rianimare uno stabilimento che «a luglio – spiegano – era sostanzialmente morto. Ha dei costi e, seppure riteniamo corretto ridurre ove ci siano sprechi per il migliore equilibrio dei conti, nessuna riduzione può riguardare gli aspetti della salute, sicurezza e ambiente». Secondo i sindacati in queste fasi di ripartenza degli impianti e di inizio demolizioni, serve attenzione massima sul tema della sicurezza. Questione diversa invece è un’attenzione ai costi di produzione, ai possibili risparmi ed efficienze «che salutiamo con favore, spiegano Fim, Fiom e Uilm».
Febbraio, dunque, si annuncia un mese molto importante per lo stabilimento. «È importante che sia arrivata la convocazione che più volte avevamo richiesto al Ministero per il giorno 19 febbraio», che chiedono le risposte «che occorrono in merito al rispetto dell'accordo di programma, alla verifica del progetto Jindal e al rispetto dei tempi e degli investimenti annunciati ed alla necessità di garantire ammortizzatori sociali per la durata dell'intero progetto per evitare eventuali esuberi». Sempre a febbraio i sindacati promuoveranno un programma di incontri con la Regione con tutti gli esponenti politici comunali per un confronto sulle opinioni di ciascuno in merito alla vertenza.
I sindacati, soddisfatti per la ripartenza entro sei mesi dall’avvento di Jindal dei tre treni di laminazione, chiedono risposte certe sugli investimenti «che sono il solo modo per avere la garanzia della continuità produttiva – spiegano – Ogni altra speculazione, dichiarazioni preventive di esuberi, evocazioni di esodi incentivati, denunce prive di circostanziate analisi per avere facili sconti di età pensionistica le lasciamo a chi è più interessato a che si affermi che tutto va male per avere facili scappatoie». —
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