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Oggi i soci di Asiu vendono il secondo 30% di Rimateria
La bocciatura del ricorso del Comitato concede il via libera al gruppo Navarra che ha offerto 2,8 milioni. Così i privati acquisiscono la maggioranza della società
Dopo la sentenza del Tribunale di Livorno che martedì scorso ha respinto il ricorso del Comitato salute pubblica, oggi si riunisce l’assemblea dei soci Asiu, chiamata a votare la cessione del secondo 30% di quote di Rimateria alla società Navarra.
Il ricorso intendeva opporsi alla bocciatura (da parte della commissione referendaria, poi ribadita dalla maggioranza in consiglio comunale) della richiesta di referendum sulla cessione della maggioranza di Rimateria ai privati.
Così la sentenza del giudice Carlo Cardi, che ha valutato infondato il ricorso, di fatto concede il via libera alla vendita del secondo lotto di quote alla Navarra che da parte sua da tempo manifestava la propria insofferenza rispetto ai ritardi nel completamento della procedura di assegnazione.
Del resto risale al 22 ottobre dell’anno scorso l’annuncio da parte della commissione esaminatrice della presentazione da parte del gruppo laziale di un’offerta irrevocabile per circa 2 milioni e 800mila euro, giudicata «congrua e rispondente ai parametri richiesti».
La proposta doveva essere sottoposta nei giorni seguenti all’assemblea dei soci Asiu per l’approvazione: sono passati invece più di tre mesi in cui si sono susseguite manifestazioni del Comitato, la decisione delle commissioni che hanno respinto le richieste referendarie, la successiva bocciatura del consiglio comunale con l’impegno però ad attendere l’esito del ricorso da parte del Comitato, poi respinto al tribunale.
Oggi dunque salvo imprevisti i soci, cioè i sindaci della Val di Cornia e di Castagneto, daranno il via libera all’operazione che completerà la privatizzazione di Rimateria, avviata alla fine dello scorso mese di settembre con la cessione del primo 30 per cento delle azioni a Unirecuperi.
Così nel consiglio di amministrazione i privati avranno la maggioranza (due membri su tre), mentre la parte pubblica indicherà il presidente, attualmente Claudia Carnesecchi, col cda completato da Paolo Giovannini, presidente di Unirecuperi e Maria Grazia Catani, in rappresentanza della quota Lucchini in amministrazione straordinaria.
Lo statuto prevede che la parte pubblica mantenga il potere di indirizzo sulle linee guida del piano industriale e di controllo sulla sua realizzazione, e testualmente che «le deliberazioni aventi a oggetto le modifiche al piano industriale sono adottate dall’assemblea a maggioranza semplice, col voto determinante del socio pubblico». Una previsione che nei fatti dovrà fare i conti con gli obiettivi dei privati, nuova maggioranza di Rimateria. —
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