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«Parodi non si ricandida solo perché ha paura di perdere»

M. P.
«Parodi non si ricandida solo perché ha paura di perdere»

Duro attacco di Luciano Presenti, primo presidente di Assemblea Popolare «Eletto in nome della partecipazione, non ha mantenuto le promesse» 

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SUVERETO. «Mi è veramente dispiaciuto come il nostro sindaco Giuliano Parodi ha spiegato i motivi della sua mancata ricandidatura. Non bisogna essere psicologi – afferma Luciano Presenti, tra i fondatori della lista che aveva eletto il sindaco – per cogliere un marcato vittimismo di chi non avrebbe mai colpa, senza un po’ di autocritica».

Presenti si riferisce alla decisione di non ricandidarsi a primo cittadino a causa di asseriti «mal di pancia interni ad Assemblea popolare» risalenti ad anni fa, gente che non avrebbe condiviso il suo modo “pratico e spartano” di raggiungere gli obiettivi. «Questo ha affermato incredibilmente Parodi, oltre all’aver fatto tutto lui e di essere stato lasciato solo anche dai suoi – dice Presenti – Da queste “confessioni” confrontate col programma di Assemblea popolare, cui ritengo di aver dato un valido contributo, si capisce bene il vero motivo della sua mancata ricandidatura: la paura di non essere rieletto. Da primo presidente di Assemblea popolare, poi da privato cittadino, non ho mai messo in dubbio le sue qualità e i suoi indubbi meriti in questi 5 anni di governo, tranne sul metodo da lui adottato fin da subito dopo la vittoria elettorale».

Poi Presenti ripercorre le tappe di questi anni: «Dopo il referendum, la nascita della lista civica aveva lo scopo ben preciso di favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche per il proprio comune, per evitare imposizioni dall’alto come accaduto con chi governava prima il Comune. I punti fermi erano i consigli di frazione, il bilancio partecipativo, il valore del consiglio comunale e delle commissioni, la trasformazione in associazione della lista civica, con una propria sede. Non era per niente facile, ma Giuliano Parodi se ne era assunto l’onere e ci aspettavamo vi mantenesse fede. Così non è stato e, fin dalla prima riunione dopo la vittoria elettorale, il nuovo sindaco ha fatto ben capire come la pensasse usando spesso il “noi” (riferito a lui e la giunta) e il “voi” (riferito ad Assemblea popolare) anche in maniera, a volte, alquanto dispregiativa. Nel primo anno di mandato da presidente ho provato in tutti i modi a rimediarvi senza far saltare il banco, fino a quando Parodi mi ha detto chiaramente che la partecipazione era una mia utopia, una trovata da campagna elettorale».

Poi la stoccata finale sul Progetto Sacoi3 di Terna: «Nessun consiglio di frazione e vera partecipazione alle delicate scelte. Spero che il prossimo candidato di Assemblea popolare, se eletto, possa ripartire dalle buone cose fatte, ma con molto meno personalismi, maggior valore alle risorse dei propri cittadini, meno metodi “spartani e pratici”. Così si curano anche i mal di pancia». –

M. P.

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