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«Aspettate a cantare vittoria, non siamo minoranza»
Il comitato per Giachetti segretario contesta l’analisi dei sostenitori di Zingaretti e sottolinea il dato negativo dell’affluenza, la più bassa della Toscana
PIOMBINO. Primarie Pd: il Comitato per Giachetti segretario Pd contesta i toni soddisfatti usati dai sostenitori di Zingaretti, maggioranza in Val di Cornia. E li invita a non cantare vittoria prima del tempo.
Lo fa dopo diversi giorni dalla consultazione, preliminare alle elezioni del 3 marzo.
Il comitato si dice soddisfatto del suo 32,52%. Una percentuale definita ragguardevole e superiore alle aspettative per i tempi ristretti con cui il gruppo si è organizzato.
«Il risultato ottenuto dalla mozione Giachetti - si afferma in una nota - rappresenta quegli iscritti che non vogliono accordi con il M5S e non si vergognano di quanto fatto nei governi a guida Pd». Segue un’analisi del voto: «A Piombino hanno votato 325 iscritti. La volta precedente, nel 2017, erano stati 1.472. Se le attuali tendenze venissero confermate, - prosegue - l’affluenza alle urne per il 3 Marzo sarebbero di gran lunga inferiore a quelle del 2017 (quelle con Renzi), e se Zingaretti avesse il 50% dei voti prevedibili con l’attuale andamento del voto ai circoli, arriverebbe a 500mila preferenze il 3 Marzo, il 40% di quelli avuti da Renzi solo due anni fa, (1 milione e 267mila per l’esattezza».
«La nostra Federazione - si aggiunge - ha registrato la più bassa affluenza alle urne della Toscana. L’elemento, se comparato al congresso regionale di settembre (46% di affluenza nei circoli, fra i dati più alti in Toscana dove votò in media il 36,2% ) evidenzia una scarsa passione degli iscritti per questa tornata congressuale e rende scarsamente significativo il dato complessivo».
L’invito, insomma, è a riflettere su quanto si sia assottigliata la consistenza della forza dei circoli e ad evitare toni enfatici: «Invece si è voluto evidenziare un primato che alla data della diramazione assommava a 13 voti di vantaggio sulla somma dei due candidati dell’area riformista del partito, “divario” che alla fine dei congressi è risultato essere di circa 40 voti».
Altrettanto singolare viene definito «il tentativo di contestualizzare localmente la lettura dei dati, nel momento in cui si dice che l’area del partito che non ha ritenuto di appoggiare il mobilitatissimo comitato Zingaretti risulterebbe minoranza nel Pd della Val di Cornia».
Sul piano locale, più appropriato anche per la significativa affluenza al voto viene giudicato il riferimento alla recentissima consultazione per eleggere il segretario regionale. Che vedeva tra i candidati l’ex segretario della federazione locale Valerio Fabiani «intorno al quale - prosegue la nota - si mobilitò lo stesso gruppo di sostenitori (fra i quali alcuni ex renziani della prima ora e la larga parte delle giunte comunali e dei gruppi consiliari che governano dal 2014 i Comuni di Piombino e Campiglia) oggi schierati per con Zingaretti. In quell’occasione gli iscritti si pronunciarono con il 63% dei suffragi, a favore di Simona Bonafé, che poi vinse nettamente nelle primarie aperte (59%) nonostante lo sforzo estremo del competitore locale». —
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