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«Altro che Trump, da Legambiente soltanto frottole»
Confindustria risponde alle associazioni ambientaliste e va al contrattacco: «La Regione ha valutato le ricadute ambientali»
PORTOFERRAIO. «Quando non si hanno argomenti, allora si va per frottole». Confindustria Livorno replica in questo modo a Legambiente che ha accusato l’associazione di ragionare come Trump sulla questione della concessione alla cava Eurit.
Secondo gli ambientalisti Confindustria, alla stregua di quanto fatto dalla Cgil, tende a minimizzare l’impatto ambientale del nuovo piano di coltivazione della miniera di eurite.
«Era scontata la replica di Legambiente sul provvedimento della Regione per il mantenimento delle attività estrattive in località Buraccio, quindi nessuna sorpresa – spiegano gli industriali della provincia di Livorno – tuttavia l’accostamento di Confindustria addirittura al “trumpismo”, vagheggiato da Legambiente, pur denotando un simpatico senso dell’umorismo, conferma in modo inequivocabile che, quando mancano gli argomenti, si va per frottole!».
Confindustria rimarca come «nessuno, infatti, ha sostenuto che le attività in oggetto non avessero incidenza, bensì che l’aspetto ambientale – unico elemento contestato da Legambiente – non è stato affatto tralasciato ma, al contrario, è stato approfonditamente valutato all’interno di uno scenario molto più articolato di fattori, sfociati successivamente nella sintesi tecnica che ha determinato la delibera della giunta regionale».
Nel frattempo anche Italia Nostra si è accodata alla convoglio delle «lagnanze – attaccano da Confindustria – ribadendo gli stessi temi sollevati da Legambiente, concedendosi censure contorte sull’operato della Regione e degli altri enti, azzardando la tesi che la tutela dell’occupazione e la continuità delle attività produttive sarebbero niente di più che alibi e pretesti. Se da un lato è legittimo dissentire, secondo il proprio punto di vista, dalle decisioni assunte, dall’altro non è accettabile disconoscere la fondatezza e la serietà delle istruttorie svolte dagli enti competenti, quando i pronunciamenti non coincidono con le aspettative di parte. Altrimenti sarebbe come se, terminato un confronto, chi non ottiene la ragione sostenesse che l’arbitro non è stato attento né imparziale».
Secondo l’associazione degli industriali il «tema vero rimane la garanzia della continuità produttiva e della relativa occupazione con il valore aggiunto dell’indotto che ogni attività genera, nel rispetto della sostenibilità – ribadisce Confindustria – Al di fuori di questi criteri, le chiacchiere restano a zero». —
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