Il Tirreno

NIGRO (UGL) 

«Ora occorre una nuova visione dell’economia»

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PIOMBINO. «Il nostro territorio ha bisogno di un progetto di riconversione a 360°. Tale processo spesso deve prima passare da una “riconversione mentale”».

A sostenerlo è Sabrina Nigro, segretaria dell’Ugl, secondo cui le problematiche, a oggi, «sono state trattate separatamente, mai in un’ottica di unico progetto di rinascita di un Sito di interesse nazionale (Sin) e area di crisi complessa. Come sindacato sono anni che continuiamo a ribadire che dobbiamo pretendere una normativa ad hoc, sia a livello regionale che nazionale, senza la quale difficilmente potremo creare lavoro, diversificazione e un futuro per i nostri figli».

Per Nigro il problema è che «si continua a riporre enorme fiducia nei vari imprenditori di turno con una visione miope, a dipingere il nostro territorio a servizio della fabbrica, come lo è stato per decenni. Nessuno può negare che siamo cresciuti con i fumi e gli odori delle nostre fabbriche e che l’acciaieria, la Magona, l’Enel fanno e faranno sempre parte della nostra storia. Innegabile che l’economia e il benessere delle nostre famiglie sia derivato da queste realtà. Ma oggi molte cose sono cambiate e per quanto ancora molta importanza abbiano le realtà industriali presenti, dobbiamo partire da un processo di riconversione e di bonifiche dove vari settori possano coesistere senza ostacolarsi».

«Solo in questa logica – prosegue la segretaria dell’Ugl – avrebbe davvero senso una discarica enorme come quella all’ingresso di Piombino, che invece di accogliere rifiuti da fuori, dovrebbe trattare i molti rifiuti che abbiamo a casa nostra. Si dovrebbe poi, invece di invocare il mostro “amianto” per scacciare altri mostri, iniziare a pretendere reali provvedimenti per limitare ed eliminare un tale pericolo».

L’opinione di Nigro è che «parlare di economia circolare e legarla alla discarica o al nuovo progetto delle pale eoliche al Quagliodromo, senza una visione di come sarà ridisegnato il nostro territorio, non ha senso. Parlare di fonti energetiche che danno “energia pulita“ piace a tutti, ma saranno quantità limitate. La green economy entusiasma ma se prima non facciamo le bonifiche del Sin e non valutiamo l’esigenza di una normativa ad hoc difficilmente il territorio uscirà dalla crisi». Quindi la proposta: «Riprogrammiamo la nostra economia, diversifichiamo uscendo da ogni monocultura, sempre perdente. Rafforziamo la sanità locale e lottiamo per preservarla, usciamo da attività, come discariche ed altro, che non siano al servizio del territorio». —



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