Il Tirreno

Il Canale di Piombino come la Manica? Allo studio un tunnel per l’Isola d’Elba

di Carlo Bardini
L'architetto David Ulivagnoli
◗
L'architetto David Ulivagnoli

Un architetto di Campo Tizzoro ha fatto i primi sopralluoghi per dare vita a un (difficile) progetto di massima. Ma sull'isola in pochi ci credono

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. E se l’isola d’Elba un giorno fosse collegata alla terra ferma grazie ad un “Elba Tunnel”, in grado di portare vantaggi alla popolazione e ai turisti? Per ora è solo un’idea che - tra l’altro - non è così scontato sia accolta con entusiasmo dagli stessi elbani, ormai abituati ad essere isolani.

Sulla Perla dell’Arcipelago, da anni sentono parlare di ponti e tunnel, progetti faraonici che poi per costi e impatto ambientale si sono puntualmente dimostrati poco realistici. Eppure, giorni fa, sono stati effettuati da un’équipe di tecnici i primi sopralluoghi per capire la fattibilità del progetto. Coordinatore del lavoro è David Ulivagnoli, architetto di Campo Tizzoro, sulla montagna pistoiese, con studio in Italia e Londra che, nel suo curriculum oltre a interior designer e master in paesaggistica, vanta anche studi ed interventi su strutture ipogee, come ad esempio le gallerie sotterranee della Società metallurgica italiana. Ad affidargli l’incarico la Cacelli & Partners Ltd, dell’ex dipendente di Confcommercio che ormai da anni ha lasciato l’isola e abita a Londra. «L’idea del tunnel – ha spiegato Ulivagnoli – mi è stata illustrata dallo stesso Cacelli a Londra durante una pausa caffè. Io l’ho sposata immediatamente con entusiasmo».

Dopo gli studi cartografici e teorici, David Ulivagnoli, assieme a Piero Scarsella e Stefano Nesti, è andato sull’isola toscana per un primo sopralluogo. La loro presenza non è passata inosservata, ma è stata accolta con una buona dose di diffidenza dagli elbani. E la notizia, divampata sui social network, è stata commentata con ironia dagli isolani, che al progetto di un mega tunnel ci credono poco. Gli amministratori isolani non sono stati coinvolti. E, ad oggi, non si conoscono costi, dettagli, né chi – particolare non trascurabile, dovrà farsi carico dell’investimento.

Nonostante questo Ulivagnoli è intenzionato a sondare sino in fondo la fattibilità dell’opera. «Il sopralluogo è servito – prosegue l’architetto – per dar vita ad un progetto di massima che dovrà tenere conto, soprattutto, dell’impatto ambientale. Visto gli esempi già esistenti, la creazione del tunnel è ipoteticamente fattibile, ma il nostro compito verte anche sullo studio di impatto paesaggistico nei due punti di arrivo e partenza che potrebbero essere Piombino e Isola d’Elba parte est. Perché ci saranno un casello, dei parcheggi, delle aree di ristoro e quindi l’impatto ambientale è importante».

Per non parlare dell’impatto enorme che avrebbe un tunnel sottomarino lungo circa 18 chilometri (la distanza fra le coste è di poco più di 10, ndr) con un tempo di percorrenza di circa 15 minuti ospitando il traffico su gomma ed altre tipologie di servizi. In pratica il traghetto diventerebbe l’alternativa (chissà che ne penseranno le compagnie di navigazione elbane). «Dobbiamo ancora tracciare la prima linea del progetto di massima, ma sicuramente sarà diverso dal solito, cioè ho in mente di fare un progetto tridimensionale, basato su animazione innovativa». Innovativa, dunque. Realistica? E’ tutto da dimostrare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web