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Rischio amianto in Aferpi, ora Arpat lancia l’allarme

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Rischio amianto in Aferpi, ora Arpat lancia l’allarme

Preoccupante relazione. Legambiente: emergenza acclarata, intervenga il sindaco Giuliani: monitoriamo la situazione da tempo, martedì faremo un altro sopralluogo

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PIOMBINO. Mentre l’attenzione generale è rivolta alla discarica di Rimateria, in particolare ai cattivi odori che provengono dalla discarica, riappare il tema dell’amianto nell’area industriale. Che è un’assoluta emergenza come fa rilevare il presidente di Legambiente, Adriano Bruschi,il quale faticosamente ha ottenuto una relazione Arpat «che fa seguito alle nostre ripetute sollecitazioni degli ultimi mesi». E che paventa gravi rischi per la salute pubblica.

Il sindaco Massimo Giuliani ieri mattina ha tenuto una riunione tecnica in Comune con Usl e Arpat, fissando per martedì prossimo un sopralluogo in Aferpi «per valutare quali provvedimenti prendere nell’immediato per la messa in sicurezza delle aree a rischio – dice una nota del Comune – e per acquisire un piano di programmazione e date certe di bonifica delle aree».

«La relazione dell’Arpat – dice Bruschi – conferma le nostre preoccupazioni e rilancia la necessità di “urgenti opere di messa in sicurezza e bonifica” nell’area degli stoccaggi di rifiuti, anche quelli recenti in regime di deposito temporaneo, la cui conformità “…attualmente non può essere verificata per problemi di sicurezza in relazione al rischio amianto”».

Arpat dunque dichiara, per il pericolo insito nell’operazione, l’impossibilità di verifica «sui reparti a caldo dismessi: cokeria, acciaieria e altoforno, che presentano maggiori problematiche a causa della presenza di amianto friabile, che quindi si disgrega e si disperde più facilmente».

Nel dettaglio Arpat cita «l’area cokeria, dove risulta evidente la presenza di amianto, accompagnata dallo stato di degrado strutturale e progressivo dell’impianto», ma anche il tmp dove tra pochi giorni dovrebbe ripartire l’attività, «per la presenza di alcuni campioni di aria positivi per la presenza di fibre concentrati in prossimità dei pulpiti coibentati con Mca (Materiali contenenti amianto), all’interno del capannone».

Da qui secondo Legambiente «sembra evidente un’emergenza acclarata. Quindi si agisca con gli strumenti giuridico/normativi di urgenza a disposizione del sindaco, quale massima autorità sanitaria, per urgenti opere di messa in sicurezza che prescindono dal programma delle demolizioni degli impianti dismessi».

Il sindaco da parte sua spiega che «col servizio ambiente del Comune è stato avviato da tempo un percorso teso a capire e a monitorare il fenomeno con l’adozione di specifici provvedimenti. Già a febbraio e marzo 2018 i tecnici del servizio ambiente e dei lavori pubblici del Comune, avevano effettuato sopralluoghi in Aferpi con Arpat e Usl per verificare lo stato dei manufatti. Dal documento specifico fornito dalla proprietà degli impianti, si era appurato che regolarmente gli impianti, non ancora bonificati o smantellati, vengono controllati e trattati con le pratiche necessarie a evitare la dispersione di fibre. A seguito della firma dell’Accordo di programma di luglio – è la conclusione di Giuliani – nel settembre scorso Aferpi ha trasmesso le linee guida per la dismissione e lo smantellamento degli impianti cessati». —

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