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Cosimo de’ Medici, ora è davvero caos Lavagnini a sorpresa rifiuta la poltrona
Il commercialista di Piombino avrebbe dovuto sostituire il Cda azzerato dal sindaco Ferrari, che per ora non commenta
portoferraio. Ha rinunciato all'incarico Giuliano Lavagnini, il commercialista di Piombino che avrebbe dovuto surrogare i vertici della società partecipata Cosimo de’ Medici. Lo aveva indicato lo stesso sindaco, Mario Ferrari. E poi ribadito anche nel corso della riunione della partecipata nei locali della Darsena (per altro disertata dai consiglieri di amministrazione). Lavagnini non se l’è sentita di prendere in mano le sorti della società. Ha dato forfait. Lo ha comunicato con un semplice messaggio social, indirizzato ai vertici della stessa Cosimo, al sindaco di Portoferraio e per conoscenza anche all’attuale presidente della partecipata. Non si conoscono (almeno per ora) i motivi che hanno indotto il commercialista a non mettersi in gioco e preferire restare al di là del Canale. Raggiunto telefonicamente il primo cittadino di Portoferraio ha così commentato la notizia: «Per il momento non rilascio alcuna dichiarazione. Non dispongo degli elementi oggettivi per commentare una simile scelta».
Che dire, allora, visto che era stato lo stesso Ferrari una quindicina di giorni fa a far il nome del professionista di Piombino, in grado di prendere in mano le briglie della Cosimo? Quali elementi nelle ultime ventiquattr’ore sono subentrate per far cambiare a Lavagnini di 360 gradi il parere che invece prima era stato positivo? Era stato lo stesso Ferrari a ribadire la disponibilità del commercialista ad accettare l’incarico. Ma cosa è avvenuto in queste ultime ore? Non è dato sapere dagli stessi diretti interessati. Solo conferme della rinuncia. E basta. Si possono fare soltanto delle supposizioni. Può essere per il comportamento che fino a ieri hanno tenuto gli stessi consiglieri d’amministrazione, uniti (ci pare) nell’affrontare questa ennesima buriana che si è abbattuta sulla Darsena. E insieme a questa anche l’atteggiamento dei dipendenti, dai responsabili degli Uffici in Calata, agli operatori portuali e operai. E per ultimo (ma non meno importante) è la situazione finanziaria in cui versa la partecipata e i debiti pregressi che si trascina dietro. A complicare ulteriormente il quadro e a renderlo ancora più fosco c’è poi l’aspetto politico rappresentato dalle frizioni sorte all’interno della stessa maggioranza fra il primo cittadino Ferrari e il suo vice Roberto Marini. Il quale proprio sulle colonne del nostro giornale ha espresso il suo pensiero, riconoscendo il lavoro che è stato realizzato in quest’ultimo periodo dal Cda che Ferrari invece vorrebbe volentieri sostituire. E poi ci sono gli scambi di stoccate critiche fra il presidente della Cosimo Vittorio Campidoglio e il sindaco Mario Ferrari. È sulla validità delle dimissioni che si sono scontrate le parti. Campidoglio aveva tuonato: «Noi finora non abbiamo saputo niente della cosa. Per adesso restiamo al nostro posto». E ieri, prima che scoppiasse la bomba Lavagnini, Ferrari aveva così risposto: «Ritengo gravi e fuorvianti le affermazioni riconducibili al presidente della Cosimo de’ Medici Vittorio Campidoglio». E la storia continua. —
Luigi Cignoni
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