Italia
Quasi 60 figuranti nel presepe vivente in centro storico
La manifestazione carica di spiritualità ha avuto successo Dopo la prima volta, potrebbe diventare una tradizione
monteverdi. Per tre buone ore durante le festività, il centro storico si è trasformato in un suggestivo palcoscenico sul quale una sessantina di figuranti in costume hanno interpretato i momenti più significativi della Natività: il Presepe vivente di Monteverdi, alla sua prima esperienza, ha fatto centro.
Alcune scene potranno essere arricchite, soprattutto se crescerà il numero degli “attori”, ma il canovaccio è definito e rappresenta uno zoccolo su cui lavorare in futuro. Di certo, quel che non si dovrebbe fare, è lasciare questa esperienza senza seguito.
Nato quasi per gioco questa estate da un incontro tra alcuni amici monteverdini, l’idea del Presepe vivente via via ha preso forma, è diventato un obiettivo serio - come ha sottolineato il parroco don Franco raccogliendo in Sant’Andrea tutti i partecipanti – nel quale travestimenti e interpretazioni sceniche non hanno sopraffatto il sentimento religioso alla base della rappresentazione. Pastori, soldati, dignitari, lavoranti convergendo verso la capanna, animata da Alessia (Maria), dal suo bimbo Edoardo (Gesù) e da Impero (Giuseppe) sono stati altrettanti interpreti di un “momento” davvero particolare della vita di Monteverdi: c’è chi si è divertito e chi si è commosso. Protagonisti, comprimari e i volontari al lavoro fuori dalla scena hanno mostrato soddisfazione e voglia di riprovarci.
Infine, celebrata la Natività, tutti gli “attori” si sono sono riuniti in S. Andrea, attesi dal parroco. Non coinvolto nell’allestimento del Presepe vivente, ma sempre vicino a organizzatori e partecipanti con incitamenti e consigli. Così come suggerimenti sono arrivati anche dai volontari di Canneto. Da parte del parroco la raccomandazione «che si superi il momento ludico per individuare una dimensione spirituale. Il presepe – sottolinea don Franco – è per credenti e non credenti. Mostra il volto di un Dio vicino agli umili e non a caso l’annuncio della nascita è fatto ai pastori. È un discorso che vale per tutti e non offende nessuno». — G.P.
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