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il problema acqua 

Dissalatore, a fine mese si aprono le buste del bando

Luigi Cignoni
Dissalatore, a fine mese si aprono le buste del bando

Si avvicina il via al cantiere che dovrà realizzare l’attesa centralina di Mola Asa: l’opera salvaguarderà l’economia turistica in caso di guasto alla condotta

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. A fine gennaio saranno aperte le buste delle imprese che hanno risposto al bando relativo alla realizzazione del dissalatore a Mola. Febbraio, o tutt’al più ai primi di marzo, l’opera sarà cantierabile. La Regione ha già inserito nel bilancio 2019 l’intervento. Come dire dal progetto alla realizzazione. Lo fa sapere l’Asa, in qualità di gestore unico del servizio idrico integrato per l’isola d’Elba. È la stessa azienda che si occupa del completo ciclo delle acque sulla maggiore isola della Toscana. A lei sono demandati investimenti e progetti. E fra questi c’è anche la costruzione di un dissalatore. Non è una decisione che arriva all’improvviso. Nel 2011 la Regione, l’azienda idrica, i Comuni della Val di Cornia e l’Elba hanno firmato un accordo di programma per una serie di interventi da realizzare. Come per esempio un impianto (il più grande in Europa) per abbattere la presenza del boro e dell’arsenico nelle tubazioni delle acque destinate all’utenza.

Fra questi c’era anche c’era anche la centrale di dissalazione. Da quali mosse prende origine una simile soluzione? Dalla necessità di realizzare qualcosa in tempi abbastanza brevi e a costi abbordabili che si ponesse come alternativa valida nel caso in cui la condotta sottomarina avesse un blackout e non fosse più in grado di approvvigionare l’Elba. In specie durante la buona stagione, nel periodo in cui l’isola è frequentata da oltre duecentomila persone.

«Il serpentone che collega Piombino con il Cavo – dicono gli addetti di Asa – compie quest’anno 32 anni. Ma oltre alla vetustà delle tubazioni, c’è un altro pericolo. Mentre nella condotta a terra è facile, quando si manifestano perdite intervenire in tempi sufficientemente brevi, nel caso in cui si dovesse effettuare un guasto alla condotta, sebbene disponiamo di un personale adeguato e preparato al fabbisogno, è sempre un’operazione complicata e difficile».

Secondo Asa, dunque, la futura centralina di Mola «salvaguarderebbe l’economia turistica», nell’eventualità in cui si dovesse verificare una qualsiasi emergenza idrica. È quello che viene definito come effetto disastroso. «Il progetto – continua sempre Asa – è stato approvato dalla Regione; sottoposto poi all’esame della Via (Valutazione impatto ambientale) che ha approvato. Infine è stato valutato in sede di Conferenza di Servizi. Tutto quanto previsto per legge è stato fatto». Sono scaduti i tempi per presentare opposizioni al progetto o anche delle semplici osservazioni. Asa tiene a precisare che tutto è stato fatto alla luce del sole e che comunque è disponibile a qualsiasi confronto con la popolazione. Sui social si sono avanzate proposte di consultazioni referendarie. «Sarebbe potuta essere un’idea – scrive il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, sul suo profilo Fb – Ma quali cittadini? Quelli di Lido o di Capoliveri o dell’Elba o della provincia di Livorno o di tutta la Toscana? Non mi risulta però che la Regione abbia leggi che prevedano referendum in questi casi».

Il dissalatore preleverà dal mare 200 litri al secondo per ricavarne 80 di acqua potabile. Il resto sarà restituito al mare. «Sarà rimesso – conclude Asa – il quantitativo prelevato che non è stato trattato». —

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