«I dissidenti del Pd possono bloccare l’azione di Rimateria»
PIOMBINO. Lo strappo degli “anselmiani” con le dimissioni dalla segreteria dell’Unione comunale è lo spunto per il Movimento 5 Stelle per riflettere sulle ragioni per cui «il dissenso è stato consumato tutto nelle “segrete stanze” di partito, senza andare a rafforzare l’opposizione di popolo». Se infatti le ragioni addotte sono «la mancanza di dialogo interno, specie su argomenti spinosi come Rimateria e Referendum di cui non condividerebbero le scelte operate da parte dell’Amministrazione guidata da Massimo Giuliani», il M5S chiede: «Quali comunicati a sostegno di quella battaglia sono stati prodotti, prima che si consumassero gli atti istituzionali che rendono oggi assai più difficile invertire la rotta della nuova monocultura fondata sui rifiuti? Solo adesso si manifestano i malumori? Nessun simpatizzante della corrente cosiddetta “anselmiana” siede in consiglio comunale? Perché nessuno si è impegnato affinché non si verificasse la bocciatura dei quesiti referendari?».
Tutto ciò però per i pentastellati «non esonererebbe i “dissidenti” da responsabilità politiche ben precise. Per lunghi anni gli anselmiani erano il potere, chi ha messo Barbarese, Tabani, Murzi alla guida di Asiu? Chi ha prodotto il buco multimilionario che viene portato a giustificazione delle scelte sulla discarica? Chi ha appoggiato la gestione Caramassi e la privatizzazione?». Per i 5 Stelle dunque i “dissidenti” «hanno una sola strada: portare una mozione in consiglio comunale che provi a bloccare tutto questo. Noi la voteremo, per il bene dei cittadini e del territorio». —
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