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Calano i nati a Villamarina Maternità sempre a rischio

Valeria Parrini
Calano i nati a Villamarina Maternità sempre a rischio

Fin qui 255 nascite contro le 309 del 2017. Ma anche Cecina è in crisi Di Giorgi: «La deroga non ci basta, vogliamo un consolidamento del reparto»

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Le nascite tornano in calo. Sono 54 i bambini in meno rispetto ai 309 del 2017.

Fu un buon risultato, quello. Dopo diversi anni, arrivò un segnale che suscitò la speranza in una piccola inversione di tendenza: 27 donne in più rispetto al 2016 scelsero Villamarina per mettere al mondo i figli. Sempre numeri distanti dalla soglia dei 500 annui che può arginare il rischio di chiusura del reparto, é chiaro. Ma potevano rendere un po’ meno complicate le cose. Al contrario, il totale 2018 non aiuterà neanche da questo punto di vista. Perché i numeri vanno in senso diametralmente opposto alle rassicurazioni.

I nati fino a ieri sono stati 255, 182 dei quali residenti a Piombino. Gli altri provenienti da altri Comuni anche al di fuori della Val di Cornia.

L’analisi statistica completa sarà disponibile solo tra un po’ e allora si potrà sapere, ad esempio, quale ospedale hanno scelto le donne del comprensorio che non hanno optato per Villamarina.

L’assessore alle politiche sanitarie sottolinea il peso della crisi economica. «Scoraggia le famiglie a fare figli. Si tratta, purtroppo, di una tendenza nazionale e non solo. C'é da dire poi - afferma Margherita Di Giorgi - che diversi nuclei familiari stranieri si sono trasferiti proprio per le difficoltà di lavoro che abbiamo. La causa principale è, quindi, sempre la crisi economica».

L’assessore condivide l’obiettivo del rafforzamento del reparto con l’assegnazione del personale che manca. Obiettivo evidenziato a più riprese dalle organizzazioni sindacali anche di recente quando, in particolare Cisl e Uil Sanità, hanno detto chiaro e tondo stop all’attività in deroga.

«Lavoriamo - chiude Di Giorgi - per consolidare la presenza del punto nascita. Ricordo che abbiamo chiesto la deroga al ministero per consentirne la permanenza, ma non ci fermemo qui. Puntiamo infatti a renderlo definitivo chiedendo nuovi medici e nuovi operatori, a costo di sollecitare un incontro alla ministra della Sanità».

Intanto, in quel reparto, dopo le ultime proteste dei sindacati i turni di ginecologia sono coperti fino all’11 gennaio. Sono arrivati tre medici da altre zone sanitarie. Professionalità fondamentali per poter coprire turni essenziali in ospedale e nel consultorio mentre da mesi il servizio annaspa.

Una nuova riunione con la direzione aziendale é stata fissata per lo stesso giorno in cui terminerà la copertura. La speranza, in via transitoria, è in una proroga ma l’obiettivo finale dei sindacati è un altro. E si torna alla funzionalità completa del servizio. Consultorio compreso, individuato il punto di partenza di un percorso che può facilitare la scelta di Villamarina.

«Parlare di deroga non può bastare più. Anche a Cecina - sostiene Paolo Camelli della Uil - i parti sono in calo e anche lì la soglia dei 500 è destinata tra non molto a non essere raggiunta. Per questo occorre puntare su un punto nascita con due sedi. Cecina e Piombino. Villamarina è in grado di esprimere la sicurezza necessaria anche per la presenza del blocco operatorio e delle terapie intensive e subintensive». —

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