Il Tirreno

Una maxi portacontainer in manutenzione al porto

Cristiano Lozito
Una maxi portacontainer in manutenzione al porto

Sulla “Tubul”, 300 metri di lunghezza, al lavoro Bertocci e Compagnia portuali. Grandi banchine e fondali a meno 20: il business delle riparazioni può crescere

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. È attraccata da qualche giorno alla banchina “Pecoraro” per lavori di manutenzione e lì sosterà fino a domani, vigilia di Natale: la “Tubul”, portacontainer di 300 metri di lunghezza e 45 di larghezza, costruita nel 2011 e attualmente sotto bandiera della Liberia, farà bella mostra di sé ancora per poche ore.

È il simbolo di un’attività – quella della riparazioni e manutenzioni navali – che ha già cominciato a dare soddisfazioni in termini di lavoro ma che a giudicare dall’impegno che sul punto sta mettendo l’Autorità portuale, potrebbe assumere caratteri più strutturali.

La “Tubul”, la cui permanenza a Piombino è gestita dall’Agenzia Freschi, lascerà il posto all’eurocargo “Patrasso”, anch’esso da sottoporre a opere di manutenzione.

La gigantesca portacontainer è stata dislocata a Piombino dalla Jobson, con cui opera l’Agenzia Freschi. Un nuovo rapporto improntato alla collaborazione tra la San Giorgio del Porto (società che con Fratelli Neri è titolare della Piombino industrie marittime, che prossimamente si insedierà sul porto per costruzioni navali e rottamazione) e la Jobson potrebbe facilitare quell’operazione di cui si discute da un paio d’anni, finalizzata alla concessione del bacino di carenaggio nel porto di Livorno, con le riparazioni e le manutenzioni a Piombino. «La collaborazione tra San Giorgio e Jobson – conferma Alessandro Freschi, titolare dell’agenzia marittima che porta il suo nome – può dare risultati importanti nello sviluppo delle attività sul porto».

Quello delle manutenzioni-riparazioni del resto è un business considerato decisamente molto interessante: in questi giorni hanno lavorato la Bertocci per la carpenteria nei lavori di adeguamento delle stive, la compagnia portuali che dispone di gru in grado di muovere i portelloni della “Tubul” che pesano oltre 30 tonnellate, senza considerare ormeggiatori, piloti, e l’indotto, cioè alberghi e ristoranti.

Le banchine piombinesi del resto, per la loro lunghezza e i fondali a meno 20, oltre che per la disponibilità dei mezzi della compagnia portuali, sono decisamente competitive.

Al momento l’unico problema per questioni di spazio è la coesistenza con le crociere, ma il prolungamento delle banchine dovrebbe essere d’aiuto per risolverlo.

Intanto si attendono le mosse di Piombino industrie marittime Pim: ai primi di dicembre la firma del protocollo d’intesa con la Regione fece dire a Piero Neri, presidente di Pim, che la società era pronta a operare sulle banchine di Piombino da gennaio per la costruzione dei capannoni, col via vero e proprio del lavoro entro sei mesi.

A Piombino quindi dovrebbe essere realizzato un traghetto che rappresenta una delle tre importanti commesse ottenute di recente dalla San Giorgio del porto (le altre due riguardano navi di lusso).

«I posti di lavoro – disse Neri nell’occasione della firma del protocollo – possono essere subito tra 100 e 200 oltre all’indotto». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana