Il Tirreno

progetto europeo Waldrappteam  

Donatello, ibis eremita a spasso tra S. Vincenzo e Campiglia Marittima

Cecilia Cecchi
Donatello, ibis eremita a spasso tra S. Vincenzo e Campiglia Marittima

Segnalato al pronto soccorso animali selvatici Wwf «Non è ferito: ci vuole attenzione su via di Rimigliano» 

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Testa nuda, rugosa, lungo becco. Nero, ma con riflessi metallici tra verde, violetto e bronzo. Confonderlo per qualsiasi altro volatile è impossibile e non passa inosservato neppure a terra. Chi stava facendo jogging tra Campiglia e San Vincenzo l’ha subito segnato chiamando il pronto soccorso animali selvatici Wwf.

«Siamo andati – raccontano i volontari – Si tratta di un ibis eremita (Geronticus Eremita) chiamato “Donatello”, inanellato e dotato come tutti gli altri di segnalatore scapolare. Si è fermato in zona – aggiungono – da almeno una settimana e si aggira tra i comuni di San Vincenzo e Campiglia Marittima. Soprattutto a Rimigliano, tra la Caduta e Chiusa Grande».

«Non è ferito né disorientato: – assicurano al pronto soccorso animali selvatici Wwf – ma si posa spesso a bordo strada per alimentarsi nei fossetti laterali. Se disturbato compie brevi voli di allontanamento: non riusciamo a prenderlo. Chiediamo a tutti di guidare con cautela lungo via del Lago e via di Rimigliano».

“Donatello” è parte del progetto Waldrappteam per il reinserimento della specie in Europa (estinti 400 anni fa) attualmente in migrazione dall’Austria all’area di svernamento nell’oasi Wwf di Orbetello. Proprio allo scopo di reintrodurre questi uccelli in Europa, è stato predisposto questo specifico progetto finanziato dall’Unione Europea che coinvolge Germania, Austria e Italia. Waldrappteam prevede di far nascere in cattività gli uccelli e successivamente di “accompagnarli” durante la loro fase di migrazione dalla Germania all’Italia, mediante l’uso di rilevatori Gps e alla presenza dei ricercatori che ne predispongono la rotta a bordo di velivoli ultraleggeri che gli ibis riconoscono come genitori adottivi; finché cominciano a volare anche da soli. Progetto tanto ambizioso quanto importante vista anche la conferma della condanna in Cassazione del bracconiere che – a ridosso di Rimigliano, nel 2012 – ne abbattè due Goja e Jedi; Goja, cavallo di battaglia del Waldrappteam in quanto primo ibis ad aver compiuto, autonomamente, la migrazione imparata volando a seguito del paraplano (e per questo “dedicata” a Jane Goodall, etologa e antropologa britannica) che stava rientrando dall’Austria verso Orbetello, portando con sé la giovane figlia Jedi, finché vennero centrate.

«Gli ibis non sono pienamente selvatici... – concludono i volontari Wwf – È possibile che presto riprenda il viaggio verso la laguna di Orbetello, così come scelga di svernare qui da noi. In ogni caso, benvenuto Donatello! » . Basterà “solo” fare attenzione. –

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