Il Tirreno

camping cig 

«Brindisi in fabbrica, ma non c’è proprio nulla da festeggiare»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «L’invito ai lavoratori da parte di Aferpi-Jindal per venerdì 14 dicembre, per un “brindisi augurale in occasione delle prossime festività”, potrebbe sembrare un gesto normale in tempi normali. Ma questi,a Piombino, non sono affatto tempi normali».

Così si esprime Camping cig, spiegando che si tratta di tempi «in cui 1300 lavoratori sono in cassa integrazione con un salario già tagliato da tempo del 30%, che tra un mese scenderà ancora, intorno ai 700 Euro, cioè al di sotto della soglia ufficiale di povertà, con la prospettiva di restarci per alcuni anni. Una mazzata, non solo per le famiglie ma per l’intera città, che si ritroverà da gennaio a fronteggiare una ulteriore depressione economica, come non viveva dai primi anni Cinquanta del Novecento».

Rispetto al fatto che comunque qualche centinaio di operai al lavoro, l’associazione sostiene che comunque ciò avviene «con un solo treno in funzione a singhiozzo, in un clima da caserma, pressati sui ritmi anche quando le condizioni di sicurezza non sono ideali, con impianti fatiscenti e docce carenti ancora non sistemate».

«Un brindisi augurale per cosa? – si domanda allora Camping cig – quale passo sostanziale ha fatto concretamente l’azienda verso la rinascita dello stabilimento? Quali investimenti per l’ammodernamento dei vecchi impianti, la messa in sicurezza delle aree e l’avvio della costruzione dei nuovi impianti? Noi non abbiamo ancora visto nulla. Di molto concreto c’è solo l’immiserimento dei lavoratori e della città».

Per questo a Camping cig «risultano inconcepibili sia le dichiarazioni sulla stampa del segretario Fiom, contento del “rinfreschino”, che il colpevole e sconcertante silenzio delle altre tre sigle presenti in fabbrica. Mentre tutti insieme, Fiom, Fim, Uilm e Uglm, aspettano passivamente l’imminente decurtazione salariale senza fare nessuna azione di mobilitazione, si rendono complici dell’azione sedativa dell’azienda e vengono meno al loro compito più elementare: difendere il salario e la dignità dei lavoratori. Ma da che parte stanno quei sindacati?». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera