Si ferma tutto ma non lo sport per la rigidità della Federazione
Regini (Pg Elba): «La regola della Fgci è una mancanza verso i suoi tesserati» E Baldi (Audace) annuncia di voler chiedere un incontro
PORTOFERRAIO. Il maltempo blocca i traghetti, talvolta fa chiudere le scuole, gli uffici e le strade, ma non ferma i campionati sportivi. Quello che è accaduto nella giornata di domenica e che è sfociato nelle proteste sui porti di Portoferraio e Piombino, è solo uno dei tanti episodi che spesso si verificano in caso di condizioni meteo-marine avverse.
Anche questa volta, a rimanere ostaggio della bufera di vento alla stazione marittima di Piombino, oltre a coloro che avevano lasciato l’isola per la festa dell’Immacolata, c’erano le squadre elbane. C’erano i ragazzi del rugby, c’era la prima squadra dell’Audace, insieme ai Giovanissimi Esordienti B e c’erano anche i 2006 del Progetto Giovani.
Eppure appena due giorni prima era stata emessa dalla Protezione civile un’allerta arancione, ma il regolamento della Federazione in questo caso non ammette eccezioni: se una delle due squadre non si presenta, la partita è persa a tavolino.
È così che le squadre hanno affrontato le raffiche di ponente per non perdere il loro diritto di giocarsi la partita sul campo. Il Pg Elba a Salivoli, i ragazzi dell’Audace a Livorno, la prima squadra a Laiatico. Tutti si sono ritrovati nel salone della stazione marittima senza possibilità di tornare sull’isola.
«Un grande disagio – spiega Federico Regini, vicepresidente del Pg Elba – per la società, per le famiglie, ma soprattutto per i ragazzi. Li lascia amareggiati sapere di perdere non per causa loro e allo stesso modo sapere di essere costretti a partire in situazioni anche rischiose. Questa regola è una mancanza della Fgci nei confronti dei suoi tesserati».
Proprio i suoi ragazzi, insieme ai dirigenti, erano partiti presto la mattina sperando di poter iniziare a giocare prima ed evitare il peggioramento del vento per il ritorno. «Alle 9.30 eravamo pronti – racconta Regini - l’altra squadra era d’accordo e anche l’arbitro, ma alla fine l’ok non è arrivato. Basterebbe almeno un po’ di elasticità sugli orari».
Una questione che sembra già essere arrivata più volte all’orecchio della Federazione, che continua con un rimpallo di responsabilità tra Livorno e Roma. Ma alla fine la risposta è sempre la stessa: l’orario del fischio d’inizio è stabilito uguale per tutte le partite nazionali e non è modificabile.
Intanto dall’Audace arriva la proposta del presidente Luca Baldi: «Serve un incontro ufficiale. Tutti i dirigenti delle società dovrebbero sedersi al tavolo con la Figc e trovare una soluzione. Questo è ciò che chiederemo». —
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