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«Cinquanta posti a rischio con la nuova ordinanza»
Flai Cgil chiede la modifica del testo dell’Ufficio circondariale marittimo che vicino agli impianti di itticoltura riduce lo spazio acqueo a disposizione
PIOMBINO. Flai Cgil preoccupata per gli effetti della nuova ordinanza sulla piccola pesca.. «Ci sono 50 posti di lavoro a rischio», afferma Niccolò Cortorillo della segreteria provinciale Cgil.
«La recente ordinanza dell'Ufficio circondariale marittimo con cui si impedisce la piccola pesca all'interno di una zona rilevante del Golfo di Follonica mette a rischio il futuro occupazionale di una cinquantina di pescatori: l'area va dunque riperimetrata, il territorio non può permettersi di perdere altri posti di lavoro»,afferma il sindacalista.
La Flai-Cgil ha raccolto la preoccupazione dei lavoratori e delle loro famiglie: «Stamani - aggiunge - abbiamo ottenuto un incontro con il dirigente comunale Maurizio Poli per illustrargli la criticità della situazione. Dopo abbiamo avuto anche un colloquio con il sindaco Massimo Giuliani. Sia il dirigente comunale che il primo cittadino si sono dichiarati sensibili alle nostre rivendicazioni e ci hanno garantito che si faranno portavoci delle nostre richieste nei confronti dell'Ufficio circondariale marittimo. Li ringraziamo dunque per la disponibilità dimostrata: adesso speriamo che la Capitaneria faccia davvero un passo indietro e si arrivi a una nuova perimetrazione dell'area».
Nel testo si prevede "l'installazione dei nuovi segnalamenti degli impianti di allevamento ittico e mitili di tipo off-shore in gabbie galleggianti".
«L'ordinanza - prosegue Cortorillo - prevede espressamente che per una distanza minima di 100 metri dal perimetro della congiungente dei quattro punti delle coordinate indicate sia vietata la pesca».
Il rappresentante della segreteria si dice sicuro che l'attuazione dell'ordinanza significherà un colpo mortale, in particolare alla pesca al rossetto che da novembre a marzo rappresenta circa il 70% dell'intero fatturato del settore della piccola pesca. Con tutte le conseguenza negative del caso in tema di occupazione. «Si torni indietro e si perimetri in modo diverso l'area: Piombino non può permettersi altri drammi occupazionali», chiude il sindacalista. —
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