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«Contributo di sbarco, in questa fase l’aumento è un errore»
PORTOFERRAIO. «Non si capisce per quale ragione è così importante, in una fase nella quale il turismo fa fatica, aumentare il contributo di sbarco da 3,50 a 5 euro. Non ne vedo l’utilità».Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno, interviene sulla questione del contributo di sbarco. Lo fa dopo aver assistito a distanza alla crisi istituzionale e alla diatriba aperta tra i primi cittadini dell’isola, esplosa nel corso dell’ultima riunione della Gat (venerdì prossimo i sindaci ci riproveranno).
Il dirigente di Confindustria non nasconde i dubbi di fronte a un’ipotesi di aumento del contributo che «già è lesivo di per sé». «Ci piacerebbe sapere da cosa è motivato questo aumento che, qualora venisse stabilito, non sarebbe certo un incoraggiamento e una promozione verso i turisti». Il rappresentante dell’associazione di categoria si dice preoccupato anche dalle voci emerse in queste ore secondo cui alcuni Comuni elbani starebbero pensando alla possibilità di istituire un’imposta di soggiorno.
«Questa frammentazione e questi contrasti tra i sindaco non fanno che rilanciare con forza la necessità di procedere all’istituzione di un Comune unico - spiega - non è possibile assistere all’ennesimo fallimento di una politica comprensoriale». Il direttore di Confindustria non risparmia critiche al metodo con il quale, fino ad oggi, è stata portata avanti sull’isola l’attività della Gestione associata del turismo. «Non si capisce come siano stati impiegati gli introiti del contributo - conclude - ma al tempo stesso non è chiaro come questi soldi saranno impiegati in futuro, non essendo stato mai definito un progetto comune e una strategia chiara per l’impiego del gettito. In questo contesto il fatto che il coinvolgimento delle associazioni di categoria sia sempre mancato non è casuale».
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