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il caso 

Biblioteca, niente deroghe trasferimento entro l’anno

V.P.
Biblioteca, niente deroghe trasferimento entro l’anno

Confermata la destinazione di piazza Appiani nell’edificio Asl vuoto dal 2008 I lavori di adeguamento edilizio assegnati a una ditta locale per 22mila euro

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PIOMBINO. Non ci saranno deroghe. Entro fine anno la biblioteca comunale deve lasciare via Cavour per trasferirsi in piazza Appiani nell’edificio Asl vuoto dal 2008.

«I lavori stanno procedendo, la biblioteca verrà allestita nei locali del pianterreno dove é prevista anche una sala per la lettura e quanto è necessario per rendere il servizio funzionale», dicono in Comune.

La necessità di trovare una soluzione transitoria è nata da un paio di elementi. Da un lato i ritardi nel completamento del polo culturale di piazza Manzoni, sede definitiva della biblioteca. Dall’altro, la vendita del blocco degli ex licei, biblioteca inclusa, passato all’immobiliare fiorentina Gsg che ne prenderà definitivamnete possesso dal primo gennaio per farne principalmente appartamenti.

Decaduta la destinazione su cui in via Ferruccio lavoravano inzialmente - palazzo Appiani nella sala Giovanardi, nel corridoio e nella sala conferenze - gli uffici si sono indirizzati verso l’altra soluzione, oggettivamente più praticabile e meno penalizzante per chi vede nell’edificio in piazza Bovio un punto di riferimento importante per le attività culturali.

Si é giunti, quindi, ad un accordo con la direzione Asl. Accordo che fissa 18 mesi di locazione, con lavori di adeguamento a carico del Comune. La parte edile, per un importo di poco meno di 22 mila euro, è stata affidata alla ditta piombinese Tecnoedilizia che ha avuto la meglio su altre due imprese locali. La cifra sarà imputata in parte all’esercizio 2018, il resto all’anno prossimo.

Altri costi da mettere in conto riguardano gli impianti elettrici mentre per il canone di locazione si parla di cifre simboliche non ancora rese note.

Per gli operatori della biblioteca, adesso, è tempo di trasloco e di scatoloni. Da sistemare ci sono quarantamila volumi solo nella sezione contemporanea, 3 mila in quella dei ragazzi, oltre 2.500 nel fondo antico. E poi, 1.600 dvd, riviste, audiolibri, quotidiani, strumenti multimediali. Tutto da inscatolare, previa catalogazione, e trasferire.

Le ultime previsioni del Comune dicono che il primo lotto del polo di piazza Manzoni - costato poco meno di 5 milioni - sarà pronto nel 2019. Ma una data precisa non c’è ancora. Intanto, c’é da cercare risposte anche per l’archivio Lucchini. Occorre una sede provvisoria per toglierlo dalla palazzina del Cotone dove versa in condizioni molto precarie che rischiano di danneggiarlo irrimediabilmente. Per trasformare le ex officine Ipsia in centro di documentazione sulla siderurgia (il secondo lotto del polo culturale) ci vorranno ancora anni. Una soluzione temporanea è indispensabile. In Comune l’avrebbero trovata nella ex Fiat di viale Unità d’Italia, chiusa da molto tempo. Ma la trattativa con Aferpi non è ancora ripresa. E il tempo stringe.

Da qui l’appello di ben 18 istituti di ricerca italiani rivolto alle istituzioni affinché, tramite un’azione «sempre più stringente con l’azienda», riescano a concludere l’acquisizione pubblica dell’Archivio al fine di trasferirlo in una sede idonea a «consentirne lo studio e la valorizzazione, nell’ottica della creazione di un centro di documentazione sulla siderurgia piombinese». —

V.P.

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