Italia
«Basta deroghe, il punto nascita sia messo subito in sicurezza»
I sindacati incontrano l’azienda per chiedere personale e sinergie col reparto di Cecina
PIOMBINO. Stop alla deroga. Il Punto Nascita deve essere messo in sicurezza subito.
Con questa richiesta Cgil, Cisl e Uil si presenteranno all’incontro di domani a Villamarina.
«Farlo significa, intanto, adeguare gli organici», commenta Paolo Camelli (coordinatore Uil area Nord Ovest). All’appello mancano 3 ginecologi per poter coprire turni essenziali in ospedale e nei consultori mentre da 5 mesi il servizio annaspa. La deroga, rispetto alle direttive ministeriali sulla soglia dei 500 parti annui minimi per non chiudere, finirebbe per costituire un alibi a discapito i Piombino.
In effetti Ministero e Regione hanno avuto molto tempo per prendere una decisione. «Fin troppo», per dirla con Camelli per il quale è l’ora di decidere mentre al momento l’unica cosa certa riguarda i ginecologi che, in mancanza di un quadro certo, saranno spinti ad andarsene. Situazione aggravata dal calo continuo delle nascite che rischia di portare anche Cecina in condizioni di criticità. «Da qui - prosegue - la necessità di un nuovo modello di Punto Nascita in rete».
Ad agitare le acque c’é anche il problema delle sale operatorie e delle liste di attesa chirurgiche a Livorno. Su questo è in agenda un incontro martedì. «Nel 2018 - afferma Camelli - si è pesantemente aggravata la situazione dell'Ortopedia di Piombino (-50% di attività) e della Chirurgia di Cecina( - 40%), con due risultati. Un aumento della mobilità sanitaria e l’ingolfamento a Livorno con 2600 cittadini in lista di attesa, e Cecina dove ce ne sono oltre 300. E’ il fallimento della riorganizzazione. E’ prevalsa una idea centralista assolutamente contraria alla programmazione regionale».
La richiesta di Cgil, Cisl e Uil è chiara: esiste un ospedale unico Cecina-Piombino e quindi non si può continuare a tenere divise le equipe mediche. «Ad esse - afferma Camelli - deve essere affidato il compito di assicurare,con i necessari rinforzi, a Piombino come a Cecina, le prestazioni delle varie specialità: chirurgia, ortopedia, otorino, oculistica, urologia, dermatologia e ginecologia. La stessa questione del nuovo Pronto Soccorso di Piombino non può dipendere dalla realizzazione dell'Emodinamica: devono essere chiare le risorse ed i tempi per trasferire il Ps al piano terra di Villamarina e queste risorse ancora non sono state destinate in bilancio. Il Pronto Soccorso è un pezzo del percorso chirurgico e medico dell'ospedale ed il suo buon funzionamento incide su tutta l'attività».
Per Camelli, se qualcuno ritiene che l'Ospedale unico Valli Etrusche con 150mila abitanti sia insostenibile lo deve dire assumendosene la responsabilità. «Piombino e Cecina divisi - chiude - perderanno entrambe la sfida della prossimità dei servizi e dell'equità tra i cittadini delle zone periferiche». —
v.p.
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