Italia
Azzi: «La discarica ci serve, l’obiettivo è un’industria pulita»
L’intervento durante la giornata della firma dei protocolli d’intesa per il porto E Anselmi accusa il Governo: «Ha fatto sparire la parola “bonifiche”»
PIOMBINO. Nell’iniziativa in sala consiliare organizzata per la firma del protocollo d’intesa per i nuovi insediamenti sul porto da parte del presidente della Regione Enrico Rossi, del sindaco Massimo Giuliani, del presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini, e dei presidenti di Nuovo Pignone e Pim, rispettivamente Michele Stangarone e Piero Neri, si è parlato anche d’industria. Infatti erano invitati a fare il punto anche l’ad di Aferpi, Fausto Azzi e il direttore di Magona, Giovanni Carpino. Azzi dunque ha tratteggiato un quadro fiducioso per la ripartenza del treno vergella e per l’attività del tpp, ha ribadito «che il piano per le demolizioni è in stato avanzato», che «lo studio per la nuova acciaieria procede», mentre «sta funzionando bene l’integrazione con la proprietà indiana che sta dimostrando un forte coinvolgimento». Infine, Azzi ha ribadito «l’importanza che per il nostro progetto ha la disponibilità della discarica Rimateria. Per noi significa pagare lo smaltimento un euro a tonnellata a Piombino invece che 15 euro a tonnellata in un sito fuori da qui... Io non capisco la battaglia ideologica in atto, quando l’obiettivo è quello di un’industria pulita».
Carpino ha spiegato come su Magona la decisione finale attesa dall’Europa per l’attribuzione dello stabilimento a Liberty Steel «sia stata rimandata ancora, forse a gennaio. Per questo si può dire solo che Liberty ha molte idee e che ha mostrato disponibilità rispetto alle nostre proposte». Più prodigo di parole Sanjeev Gupta, presidente di Gfg, che controlla Liberty Steel, che ieri in un’intervista al Sole 24 ore, riferendosi a Magona ha parlato di «un piano quinquennale di investimenti», della volontà «di riavviare al più presto la linea di decapaggio e di integrare la fornitura di coils laminati a caldo da Galati, in Romania, lasciando comunque il management libero di approvvigionarsi altrove se e quando necessario», ma anche di «voler aumentare le capacità commerciali e di marketing per espandere la quota di mercato e conquistare nuovi clienti».
La giornata è stata conclusa da Gianni Anselmi, presidente della commissione sviluppo della Regione, che ha spinto sull’importanza degli investimenti sul porto, «settore su cui avevano puntato non in piena crisi, ma già nel 2008». Rispetto alle acciaierie l’ex sindaco ha spiegato che col rilancio dello stabilimento «puntiamo a far sì che l’apparato produttivo toscano giochi la sua partita nel mondo». Quindi un cenno a Rimateria («basteranno i cumuli che sono da bonificare e la produzione di Aferpi per far sì che non arrivino rifiuti da fuori»)e le accuse al Governo, «che ha fatto sparire la parola “bonifiche”», prima di concludere ricordando che «qui ci sono lavoratori in cassa integrazione da sei anni, e se il territorio ha retto, qualche merito sarà ora di riconoscerlo a chi ha governato e al sindacato». —
cloz
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