Il presidio
Il Comitato attacca sui rifiuti «Non riuscirete a fermarci»
«Vogliamo solo esercitare i nostri diritti e tutelare la salute dei nostri figli» Amarezza per il no ai referendum: «Ma sarà comunque il consiglio a decidere»
PIOMBINO. Il Comitato salute pubblica di Piombino, in prima fila nel contestare le politiche del Comune sui rifiuti e nel proporre i referendum (bocciati dalla commissione comunale), interviene per ribadire che userà tutti i mezzi a disposizione per evitare il raddoppio della discarica di Ischia di Crociano.
«Dopo il pronunciamento negativo delle commissioni è stata convocato per giovedì 29 novembre il consiglio comunale che dovrà prendere atto di tali deliberazioni e ratificarle. In realtà, il Regolamento adottato dal Comune di Piombino – sostiene il Comitato – prevede che il consiglio comunale possa deliberare in difformità, a maggioranza qualificata dei due terzi dei consiglieri in carica. Cioè il Regolamento riconosce la sovranità del consiglio comunale».
È ovvio che da parte del Comitato si spera in un ribaltone in aula consiliare. «3mila cittadini hanno firmato per chiedere la possibilità di esprimersi su un progetto tanto impattante sul futuro del territorio, due imponenti manifestazioni hanno portato in piazza centinaia di persone, affollate assemblee pubbliche hanno visto una partecipazione interessata e crescente di cittadini spinti dal desiderio di saperne di più e dalla determinata volontà di contare». Ma, ribadisce il Comitato, «niente di tutto questo ha fermato la protervia di amministratori che continuano ad ignorare la volontà popolare riparandosi dietro una concezione elitaria della democrazia, la cosiddetta “democrazia di mandato”, in base alla quale la democrazia si esplica esclusivamente in occasione del voto: tra un voto e l’altro chi governa decide in barba a qualunque verifica, nemmeno quando sia richiesta con tanta forza come in questo caso».
Secondo il Comitato salute pubblica nel programma elettorale di questa amministrazione comunale «non era previsto il progetto della montagna di rifiuti che è sorta a Ischia di Crociano e ancor meno il suo raddoppio. Tanto varrebbe, a questo punto, cancellare l’istituto referendario dallo Statuto del Comune!».
Gli oppositori al progetto che coinvolge Rimateria comunque non hanno alcuna intenzione di arretrare: «Non vogliamo il raddoppio di una discarica che sarà la più grossa di Italia e una delle più grandi d’Europa: incastrata tra il mare, due fiumi, un’oasi Wwf, in una zona a forte rischio idraulico e a pochi metri da un centro abitato. Vogliamo i carotaggi che ci sono stati promessi. Vogliamo poter esercitare un diritto democratico sancito dalla Costituzione: il diritto di esprimerci e di partecipare alle scelte che condizioneranno per molti anni il futuro del nostro territorio e la salute dei nostri figli».
Brucia anche il diniego a svolgere il consiglio comunale al Metropolitan, per poter dar modo ai cittadini di partecipare, se numerosi. Le minoranze, insieme a Spirito Libero, avevano fatto questa richiesta, «e che il Comitato potesse avere diritto di parola. Richieste negate, per discutibili e soggettive interpretazioni di cavilli procedurali».
Intanto martedì 27 novembre alle ore 21 al Centro Giovanialtra assemblea pubblica «per dare la parola ai cittadini e decidere il percorso da intraprendere. Non ci fermeranno». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
