Il Tirreno

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La minoranza attacca sul debito con l’Enel per il teleriscaldamento

Giorgio Piglia
La minoranza attacca sul debito con l’Enel per il teleriscaldamento

Anselmi, Venturi e Di Bello  (il primo con un’interrogazione) chiedono lumi sul prestito di due milioni di euro avuti da Enel e ancora da restituire

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MONTEVERDI. Torna di nuovo all’attacco il consigliere della minoranza Alessio Anselmi sulla questione del prestito di due milioni più Iva fatto dall’Enel al comune per realizzare il teleriscaldamento. Dopo due lettere aperte e non soddisfatto delle risposte ricevute, questa volta il consigliere ha consegnato un’interrogazione negli uffici del Municipio. Nel frattempo non sono stati da meno gli altri due consiglieri della minoranza, Venturi e Di Bello, che hanno affisso manifesti negli appositi spazi, sia a Monteverdi che a Canneto, affrontando anche altre questioni di criticità, che già hanno trovato spazio su queste pagine.

Per spiegare la storia del prestito – che al tempo dell’erogazione si chiamava anticipo sulle future compensazioni economiche per l’impatto ambientale delle pale eoliche - bisogna tornare indietro di quasi dieci anni, quando in seguito ad un referendum popolare venne approvato il progetto di un parco eolico Enel sul Monte Canneto: le royalties destinate al Comune avrebbero poi permesso di costruire il teleriscaldamento, opera pubblica reclamata a gran voce dalla popolazione per il semplice motivo che impianti simili già funzionavano, e alla grande, in altri comuni geotermici con importanti risparmi sulla bolletta domestica.

Successe però l’imprevisto: Enel si vide bocciare dalla Regione il progetto del parco eolico, e non migliore fortuna ebbero i successivi 2-3 aggiustamenti. Al punto che vi rinunciò. Ma intanto i lavori del teleriscaldamento erano partiti e così pure le anticipazioni previste dal progetto complessivo: quei due milioni più Iva di cui ora, con insistenza in vista delle nuove elezioni di maggio, l’opposizione chiede conto al sindaco. Giannoni risponderà in consiglio comunale alla interrogazione di Anselmi, ma già in altre occasioni ha lasciato intendere qual è il suo pensiero: che il debito va onorato, ma modalità e tempi della restituzione vanno concordati nell’ambito dei buoni rapporti esistenti con l’ente elettrico. “Mamma Enel” non a caso è l’amichevole, quasi affettuoso soprannome con cui viene chiamato dai molti che vi hanno lavorato o lavorano tuttora nell’area geotermica e sono una quota importante della popolazione di Monteverdi. «E la mamma – commenta un pensionato Enel seduto sul “muretto” di piazza del Convento – dovrebbe voler bene ai suoi figli…».

Dunque si vedrà. Intanto il consigliere Anselmi nella sua interrogazione vuol sapere: se ci sono accordi particolari per l’estinzione del debito; se il problema della restituzione è stato sottaciuto per poter disporre di risorse da destinare ad opere pubbliche; se infine ci sono accordi con Enel che rimandano il pagamento oltre il 2019 «ipotecando così il futuro della prossima consiliatura». Anselmi rileva in conclusione che il debito graverebbe – se venisse pagato senza rateizzazioni – per circa 3mila euro per abitante.

Ben altre preoccupazioni immediate investono la comunità di Monteverdi e più in generale tutti i comuni con centrali Enel: l’esclusione della geotermia dall’elenco delle rinnovabili. I contraccolpi sul territorio, se il governo non dovesse cambiare la richiesta dei Cinquestelle – sarebbero rilevanti. Il primo dicembre è stata indetta una manifestazione a Larderello promossa dai comuni geotermici: e Monteverdi sarà in prima fila. —

Giorgio Piglia

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